25 maggio 2020 17:40

Negli Stati Uniti il virus ha rafforzato la fede religiosa

Timothy Pelc, un prete di Grosse Pointe Park, in Michigan, benedice i fedeli con l’acqua santa, 11 aprile 2020. (Jim West, Zuma/Ansa)

La pandemia, e soprattutto le misure di contenimento attuate dai governi, hanno colpito duramente tutti i culti religiosi. Molti rituali – tra cui confessioni, preghiere di gruppo, festività – esistono da millenni e sono stati creati con il presupposto che i fedeli sarebbero stati insieme e si sarebbero potuti toccare. Adesso le chiese e gli altri luoghi di culto cominciano a riaprire nella maggior parte dei paesi, ma molte cose che succedevano al loro interno in passato, come dare e ricevere l’eucarestia, sono oggi impensabili.

“Eppure negli Stati Uniti il nuovo coronavirus ha dato inizio a una sorta di piccolo risveglio religioso”, scrive il Financial Times. Secondo il Pew research center, oggi un quarto degli statunitensi afferma che la pandemia ha rafforzato la loro fede, mentre solo il 2 per cento dice che l’ha indebolita.

Adulti statunitensi che dicono di essere diventati più o meno devoti, in percentuale, per religione di appartenenza. (Financial Times)

Non è una tendenza così sorprendente: in passato, in momenti di difficoltà e paura, le persone si sono spesso rifugiate nella religione. Questo anche perché molte religioni descrivono gli eventi che colpiscono gli uomini, tra cui le pandemie, come punizioni mandate da Dio, e questo fa crescere la devozione. Successe anche nel 1918, quando alla prima guerra mondiale si affiancò la pandemia dell’influenza spagnola.

La devozione in questi casi può diventare pericolosa, visto che porta i sacerdoti sostituirsi alla scienza e i fedeli a sfidare le norme imposte dai governi per garantire il distanziamento sociale. È successo con la comunità di ebrei ultraortodossi di New York (dove il sindaco ha criticato la comunità per aver partecipato al funerale di un rabbino morto di covid-19) ma anche in molte comunità religiose cristiane in Brasile e in Africa.

Nella maggior parte dei casi, però, i sacerdoti si sono adattati, e hanno trovato facilmente nuovi modi per coltivare i rapporto con un numero sempre più grande di fedeli: negli Stati Uniti sono state organizzate confessioni in cui il fedele rimane in macchina e il sacerdote si avvicina al finestrino, benedizioni con le pistole ad acqua, e in tanti hanno usato Zoom e altri programmi per fare videochiamate. Molti sacerdoti dicono di non aver mai visto tanti fedeli, né in presenza né online.