Il 7 novembre il primo ministro iracheno Mustafa al Kadhimi è uscito indenne da un attacco con i droni nella sua residenza a Baghdad. Tre droni carichi di esplosivo sono stati lanciati da circa un chilometro di distanza: due sono stati abbattuti e il terzo è esploso danneggiando l’edificio e ferendo due guardie del corpo. L’attentato non è stato rivendicato, ma il premier ha detto che i responsabili sono stati identificati. Il giorno seguente la commissione elettorale ha confermato i risultati del voto del 10 ottobre, dopo il riconteggio di decine di migliaia di schede. Le elezioni, vinte dalla corrente del leader sciita Moqtada al Sadr – che rifiuta le interferenze di Iran e Stati Uniti – e perse dall’Alleanza della conquista, braccio politico delle milizie filoiraniane, hanno acuito le tensioni nel paese. Per il quotidiano Al Mada dietro all’attentato contro Al Kadhimi ci sono le milizie sciite, che semineranno il caos finché non otterranno un riconteggio a loro favore. Il 5 novembre a Baghdad i sostenitori dei gruppi filoiraniani si sono scontrati con le forze di sicurezza durante una protesta per il risultato del voto. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1435 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati