◆ Per combattere il cambiamento climatico bisognerebbe riformare il sistema mondiale dei sussidi agricoli. Una sua riorganizzazione avrebbe anche effetti positivi sulla salute pubblica. Marco Springmann presenta su The Conversation un modello che ha elaborato con Florian Freund (l’articolo scientifico è stato pubblicato su Nature Communications). I due ricercatori sostengono la necessità di modificare i sussidi agricoli per indirizzarli verso le produzioni virtuose. Nel 2017 i fondi per l’agricoltura hanno raggiunto la cifra di 233 miliardi di dollari. Il 32 per cento è stato speso nell’Unione europea, il 25 per cento in Cina, il 15 per cento in India e il 12 per cento negli Stati Uniti. Gran parte dei fondi è stata spesa per i raccolti di base, come il mais, e per la produzione di carne. Altri settori che hanno ricevuto aiuti sono quelli di frutta e verdura, latte e latticini, olio e zucchero.

Questa strategia è però dannosa per il pianeta. La produzione di carne e latte contribuisce alle emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale. Un consumo eccessivo di prodotti di origine animale è nocivo anche per la salute. Bisognerebbe invece sostenere la produzione di frutta, verdura, legumi e frutta secca, alimenti che fanno bene ma ricevono pochi fondi. Per evitare di mettere in crisi interi settori produttivi, Springmann propone incentivi che spingano gli agricoltori a riconvertire la produzione. Gli allevamenti non sarebbero vietati, ma non riceverebbero più fondi pubblici.

Questo articolo è uscito sul numero 1445 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati