Dopo un anno di lavori, la conferenza sul futuro dell’Unione europea si è conclusa con una cerimonia davanti al parlamento di Strasburgo il 9 maggio, in occasione della giornata dell’Europa. L’iniziativa era stata annunciata nel 2019 per rispondere alle polemiche suscitate dalla nomina di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione, che aveva violato le regole stabilite prima delle elezioni europee. Centinaia di cittadini divisi in gruppi di lavoro hanno elaborato più di 300 suggerimenti per la riforma dell’Unione e il rilancio dell’integrazione. Secondo Euractiv alcune delle proposte più ambiziose, come il passaggio dal requisito dell’unanimità a quello della maggioranza qualificata nelle decisioni del Consiglio europeo, richiederebbero la modifica dei trattati europei e appaiono difficilmente realizzabili, nonostante il sostegno espresso da Von der Leyen e dal presidente francese Emmanuel Macron. Tredici dei paesi più piccoli dell’Unione, che vedrebbero diminuire la loro influenza a Bruxelles, hanno subito preso posizione contro questa ipotesi in una dichiarazione congiunta. Durante l’evento Macron ha inoltre proposto la creazione di una “comunità politica europea” che permetterebbe di approfondire la cooperazione tra l’Unione europea e i paesi “che ne sono usciti o che non ne fanno ancora parte”.

Questo articolo è uscito sul numero 1460 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati