◆ La costa di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, è unica al mondo. Poco più di vent’anni fa non c’era molto da segnalare, a parte le acque poco profonde del golfo Persico. Oggi invece la costa è caratterizzata da alcuni dei progetti di “terra sottratta al mare” più ambiziosi e riconoscibili del mondo.

Quest’immagine, scattata da un astronauta a bordo della Stazione spaziale internazionale, mostra due isole a forma di palma circondate da barriere circolari (Palm Jumeirah e Palm Jebel Ali) e un arcipelago, composto da trecento isole, che riproduce un planisfero (The World). Le isole artificiali sono state costruite dragando sabbia e limo dal fondale marino, poi “spruzzati” nella posizione giusta aiutandosi con la tecnologia gps. Infine, le isole sono state solidificate usando il vibroflot, uno strumento che permette di compattare il terreno con la pietra. In origine il progetto era più ambizioso e comprendeva l’arcipelago The Universe e una terza palma più grande (Palm Deira), ma la recessione del 2007-2008 ha costretto le autorità a ridimensionare il progetto, anche per quanto riguarda gli sviluppi edilizi sulle isole.

La crisi economica del 2007-2008 ha costretto le autorità a ridimensionare il progetto delle isole artificiali, rinunciando per esempio all’arcipelago The Universe. (earthobservatory/NASA)

Mentre le autorità cercano di portare a termine i progetti, gli scienziati usano i dati satellitari per monitorare le conseguenze ambientali della costruzione delle isole. Nel febbraio 2022 un team internazionale ha rilevato cambiamenti significativi nella qualità dell’acqua intorno a Palm Jumeirah. C’è stato un forte aumento dei sedimenti sospesi e della clorofilla, e la temperatura media dell’acqua si è alzata di 7,5 gradi.–Adam Voiland (Nasa)

Questo articolo è uscito sul numero 1464 di Internazionale, a pagina 111. Compra questo numero | Abbonati