I rifugiati provenienti da venti paesi europei considerati “sicuri” avranno bisogno di un visto per entrare in Irlanda. Il governo ha infatti sospeso per un anno la validità dell’accordo sull’abolizione dei visti per i rifugiati, un trattato del 1959 del Consiglio d’Europa che consente a chi ha ottenuto l’asilo politico di muoversi liberamente tra i paesi firmatari. Dublino ha spiegato che la decisione è stata presa per contrastare i sempre più numerosi tentativi di abusare dell’accordo, ma secondo l’Irish Times è dovuta soprattutto alla crisi del sistema di accoglienza irlandese, messo a dura prova dall’arrivo di decine di migliaia di profughi dall’Ucraina.

Questo articolo è uscito sul numero 1470 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati