Forse altri generi sono più popolari, ma il sole non è mai tramontato sul western americano. Nella spaventosa complessità di oggi le storie di cowboy e pistoleri, coloni e fuorilegge, offrono un’irresistibile evasione e, talvolta, un esame del nostro passato. Se un tempo il canone era prevalentemente maschile, da tempo si è aperto a una serie di scrittrici di talento. Il nuovo romanzo di Paulette Jiles si svolge mentre la guerra civile sta finendo. Simon Boudlin è un musicista dai capelli rossi che è riuscito a evitare di combattere facendosi passare per un ragazzo di quindici anni. Inoltre, le persone amano così tanto sentirlo suonare che sono pronte a proteggerlo, perfino a nasconderlo. Ma Simon non è un sentimentale piagnucoloso. È un piccolo bulldog dal carattere vispo. Rimasto orfano presto e lontano da casa, protegge il suo amato violino a costo della vita. L’autrice ricrea il Texas di quando era un luogo in rovina e in piena anarchia. All’inizio del romanzo, all’indomani della resa dei confederati, Simon e la sua band improvvisata sono costretti a suonare a una cena militare. Lì, Simon scorge Doris, una graziosa bambinaia irlandese che lavora presso la famiglia di un ufficiale. È amore a prima vista. Naturalmente ci sono degli ostacoli: Simon non ha soldi e la sua amata è legata a un ufficiale violento. Ma sono queste sfide a rendere il viaggio più appassionante.
Ron Charles, The Washington Post

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Questo articolo è uscito sul numero 1474 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati