◆ La maggior parte dei progetti di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica non ha raggiunto gli obiettivi. Lo scrive New Scientist, citando un rapporto dell’Institute for energy economics and financial analysis, che ha sede in Australia. In teoria la tecnologia, promossa dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) e dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), dovrebbe dare un contributo importante nella lotta al riscaldamento globale, eliminando una parte del carbonio presente nell’atmosfera e riducendo l’effetto serra.

Il rapporto ha esaminato tredici progetti in diverse aree del pianeta, con legislazioni e sistemi di tassazione diversi. Dieci sono attivi, due sono stati abbandonati e uno è stato sospeso. Tra quelli in funzione gli unici che hanno raggiunto gli obiettivi sono norvegesi, lo Sleipner e lo Snøhvit. Secondo il rapporto, il loro successo è dovuto al particolare quadro normativo del paese scandinavo. Tutti gli altri progetti hanno invece deluso le aspettative. Per esempio, l’impianto LaBarge a Shute Creek, nel Wyoming (Stati Uniti), ha attualmente una capacità che è inferiore alle previsioni del 36 per cento, mentre il Gorgon, nel sud dell’Australia, ha una capacità inferiore del 50 per cento. Questi dati sembrano mettere in dubbio l’efficacia della tecnologia. Ma secondo l’autore dello studio, Bruce Robertson, potrebbe comunque essere utile per alcuni settori industriali, tra cui quello del cemento, per i quali è difficile ridurre le emissioni.

Questo articolo è uscito sul numero 1477 di Internazionale, a pagina 110. Compra questo numero | Abbonati