L’Avana, 25 settembre (Yamil Lage, Afp/Getty)

“Il 25 settembre i cubani sono stati chiamati a votare un referendum a favore o contro il nuovo codice della famiglia, già approvato dall’assemblea nazionale monopartitica. Il nuovo codice, che legalizza i matrimoni gay, l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso e la gestazione per altri senza fini di lucro, è stato approvato con il 67 per cento dei voti”, scrive El País. L’astensione è stata del 26 per cento, abbastanza alta per gli standard del paese. È un traguardo importante per i diritti delle persone lgbt+ a Cuba, dove nei primi anni della rivoluzione castrista gli uomini e le donne gay furono mandati in campi di rieducazione. Il codice ha ricevuto l’opposizione dei gruppi conservatori ed evangelici. Ma anche di chi vede nella vittoria del sì, sostenuta dal governo, un modo per legittimare le politiche del presidente Miguel Díaz-Canel, responsabile dell’arresto di migliaia di persone nelle proteste dell’11 luglio 2021.

Questo articolo è uscito sul numero 1480 di Internazionale, a pagina 41. Compra questo numero | Abbonati