Tra il 1961 e il 1966 il fotografo francese Bruno Barbey esplorò l’Italia da nord a sud con al collo la sua Leica M2. All’epoca era solo uno studente di fotografia a cui piaceva venire in Italia, soprattutto in sella alla sua motocicletta. Da quei viaggi nacque la serie Gli italiani, in cui Barbey ha saputo cogliere il volto e l’anima del paese negli anni del boom economico. Dalle sfilate di moda a Milano, alle serate al teatro San Carlo di Napoli, dalle processioni religiose a Trapani ai bagni nel mare di Ostia, Barbey si è mescolato tra la gente per raccontare tutte le generazioni e ogni ceto sociale. Grazie a questo lavoro entrò a far parte della prestigiosa agenzia fotografica Magnum di Parigi.

I soggetti di Barbey “sorridono senza vergogna al fotografo nella certezza che libertà, ricostruzione, economia cambieranno il loro destino”, scrive il giornalista Giosuè Calaciura nell’introduzione del libro che raccoglie le immagini, appena pubblicato da Contrasto. E l’ultima foto del volume, in cui si vedono tre uomini eleganti, in giacca e cravatta, che rivolgono lo sguardo all’orizzonte, sembra racchiudere la voglia di voltare pagina che caratterizzò il dopoguerra. “Sono pronti per la loro odissea”, continua Calaciura. “Modernissimi nella certezza che il futuro nasce da un viaggio, da uno strappo, da una perdita. Sono Gli italiani, gli italiani cittadini del mondo”. ◆

Genova, 1966
Palermo, 1966
Sicilia, 1966
Da sapere
Il libro

Bruno Barbey è nato nel 1940 in Marocco, all’epoca protettorato francese. Ha studiato fotografia e arti grafiche all’École des arts et métiers di Vevey, in Svizzera. Nel 1964 entrò a far parte dell’agenzia Magnum. Per più di cinquant’anni ha documentato guerre e conflitti in tutto il mondo. È morto il 9 novembre 2020. Il libro Gli italiani (Contrasto 2022) è stato realizzato seguendo il progetto dell’editore francese Robert Delpire negli anni sessanta, che lo aveva immaginato come terzo volume di una collana cominciata con Gli Americani di Robert Frank nel 1958. Le immagini sono state pubblicate per la prima volta nel 2002 (Editions de La Martinière).


Questo articolo è uscito sul numero 1488 di Internazionale, a pagina 70. Compra questo numero | Abbonati