◆ L’aumento della temperatura degli oceani sta provocando un allarmante declino della vita marina in tutto l’emisfero settentrionale. Uno studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution ha analizzato le stime sull’andamento di quasi 34mila popolazioni di pesci tra il 1993 e il 2021, calcolando che la loro massa totale è calata in media del 7,2 per cento per ogni 0,1 gradi di riscaldamento del fondale in un periodo di dieci anni, con picchi che hanno raggiunto il 19,8 per cento all’anno. A breve termine l’aumento delle temperature può avere effetti opposti in regioni diverse. Nei mari più caldi come il Mediterraneo, dove le condizioni sono già molto vicine ai limiti superiori di tolleranza termica di molte specie, le ondate di caldo marine possono provocare crolli improvvisi, con perdite stimate fino al 43,4 per cento di massa in meno. Nelle zone più fredde, come il mare del Nord, l’aumento delle temperature può invece favorire la riproduzione e la crescita dei pesci, provocando aumenti fino al 176 per cento. Secondo i ricercatori questo fenomeno può mascherare la tendenza a lungo termine, influenzando negativamente le decisioni politiche sulla gestione delle risorse ittiche. Inoltre l’aumento delle temperature sta cambiando la distribuzione delle specie, spingendole a spostarsi verso nord per cercare di restare all’interno dei loro limiti termici. Questo può complicare ulteriormente il lavoro delle autorità dei singoli paesi, rendendo necessario un maggiore coordinamento internazionale.
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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati