I ricordi potrebbero essere più difficili da cancellare di quanto pensassimo. Lo suggerisce una ricerca pubblicata su Science che ha osservato i circuiti cerebrali dei topi durante un letargo indotto in laboratorio. I topi sono spesso usati per studiare la memoria, perché i meccanismi cellulari con cui i mammiferi formano i ricordi sono in parte simili. Prima del letargo, i topi avevano imparato ad associare un odore a una lieve scossa elettrica. Al risveglio, dopo cinque giorni, si immobilizzavano ancora sentendo quell’odore, segno che l’esperienza non era stata cancellata. Le immagini in micrografia ottica mostravano però che durante il letargo più della metà delle sinapsi dei neuroni dell’ippocampo coinvolti nella memoria era scomparsa. A resistere erano soprattutto le sinapsi raggruppate negli engrammi, le strutture che conservano e richiamano le tracce dei ricordi; le altre si erano riformate entro un giorno dal risveglio. Questa osservazione suggerisce che il cervello può riorganizzarsi senza cancellare i ricordi. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati