L’opera prima di Tommaso Landucci è il ritratto di un padre che per un attimo si permette di assumere il ruolo di mentore e di costruire un legame tra generazioni (cosa impossibile con il figlio affetto da paralisi cerebrale). Un ritratto che risulta emotivamente sincero e autentico, in gran parte grazie alla misurata interpretazione di Riccardo Scamarcio, capace di catturare il complesso intreccio di amore, senso di colpa, nostalgia e proiezione e mostrarci una tragica visione del padre che sperava di diventare. Eric Lavallée, Ioncinema
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati