Dopo il successo di Il quadro rubato, Bonitzer si cimenta con un romanzo di Simenon, Maigret e i vecchi signori. L’indagine ci conduce negli eleganti quartieri parigini dell’aristocrazia in declino, dopo che il corpo del conte Armand de Saint-Hilaire viene ritrovato nel suo appartamento, assassinato con alcuni colpi di pistola. Nel romanzo Maigret fatica più del solito. Comprende poco di questo mondo soffocante, decrepito, opaco e impenetrabile, retto da regole diverse da quelle che seguono le persone comuni. Questo ambiente diventa uno degli elementi principali del film di Bonitzer in termini di struttura drammatica e di stile visivo. Il risultato è una pellicola non proprio vivace che però incuriosisce, se non altro per la sua natura e il suo intento. Jacques Mandelbaum, Le Monde
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati