_Swan song _di Charles Spencer, un libro di memorie sul rapporto dell’autore con la sorella Diana, è un documento affascinante che ci rivela qualcosa sulla compianta principessa del Galles e molto sul fratello Charles, forse più di quanto avremmo voluto saperne. Dopo quattrocento pagine di rese dei conti, spacconate, indiscrezioni e qualche passaggio commovente, ci si ritrova con una vertiginosa ricostruzione del mondo in cui è vissuta Diana e una certa amarezza per il modo in cui è raccontato. Spencer, sempre la parte lesa, si libera di così tanti rancori che a volte è impossibile capire cosa stia dicendo. Il libro è un concentrato di risentimento e lui, decenni dopo i fatti, continua a lamentarsi di un’infinità di cose e di un’infinità di persone. In mezzo a queste “delizie” c’è un ritratto di Diana affettuoso e malinconico e il racconto devastante della freddezza e dell’aggressività dell’allora principe di Galles. Nei migliori passaggi del libro, come quando descrive le follie della famiglia reale intorno al funerale di Diana, Spencer si fa portavoce di tutti noi. The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati