Jukka-Pekka Saraste torna per la terza volta a fare un’integrale su disco delle sinfonie di Jean Sibelius (1865-1957). È registrata in concerto, con l’eccezione della prima sinfonia. Le altre due edizioni erano con l’Orchestra sinfonica della radio finlandese – una in studio per la Rca negli anni ottanta e l’altra dal vivo nel 1993 – mentre questa è con l’Orchestra filarmonica di Helsinki. La base dell’interpretazione non è cambiata: come prima il discorso musicale è molto raccolto, e i colori a pastello invece del carboncino, l’intimità cameristica e il rifiuto dell’ostentazione rendono l’ascolto speciale. Il culmine è una settima sinfonia di grande maturità, molto interiorizzata e organica, oggetto di una metamorfosi grazie all’alleanza sapiente dei timbri. È una lettura più raffinata di prima, soprattutto nella quinta e nella sesta sinfonia, più generosamente in rilievo. Un esempio è il finale della quinta: il pensiero è freddo, la mano ferma, il cuore eroico. Lungo l’ascolto si rimane impressionati dalla coerenza, l’unità e la continuità della visione di Saraste.
Erwan Gentric, Diapason

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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati