Un problema che abbiamo con le città contemporanee è che si stanno trasformando da luoghi dell’imprevedibilità a luoghi della prevedibilità. Teatro, intrattenimento, evento, spettacolo, turismo: perdiamo l’importanza di un confine tra ciò che già ci aspettiamo e quello che ci spiazza. Restano una rarità festival pure storici come Attraversamenti multipli, organizzato dall’11 al 20 giugno al parco di Tor Fiscale a Roma, ideato e curato da Margine Operativo, ossia la speriamo inossidabile coppia di Alessandra Ferraro e Pako Graziani, che mescola intelligenza e militanza. Ventisei anni sono tantissimi per un festival indipendente in Italia, e infatti nel 2025 sembrava che rischiasse di restare senza fondi pubblici. Invece anche quest’anno potremo vedere una scena internazionale in uno spazio anomalo come quello tra i parchi e le rovine dell’Appia Antica: la prima nazionale di A raíz de del coreografo spagnolo Daniel Rodríguez, la performance Say something _della compagnia francese Cie Mf, e per la prima volta a Roma _Hold fast _di Compagnie Ma’ e Dance invasion del collettivo internazionale Poetic Punkers. La parola chiave di quest’anno è coesistenza, una sana dichiarazione d’intenti al tempo degli identitarismi. E accanto alle presenze internazionali c’è una sezione dedicata agli artisti under 35, con una particolare attenzione alla danza d’autore, in uno _spinoff a Toffia, in provincia di Rieti, il 3 e 4 luglio. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati