Durante il discorso di Zohran Mamdani per i suoi primi cento giorni da sindaco. Knockdown center, New York, 12 aprile 2026 (Katie Godowski, MediaPunch/Ipx/Ap/LaPresse)

Zohran Mamdani ha festeggiato i primi cento giorni da sindaco di New York. Pochi per un bilancio, ma abbastanza per cominciare a vedere una possibile direzione. In campagna elettorale aveva promesso di restituire la città ai suoi abitanti e in particolare alla working class, cioè alla maggioranza dei newyorchesi, che fatica a restarci per via del costo della vita sempre più alto.

Una sfida complessa per una città che deve anche ridurre il suo deficit di 5,4 miliardi di dollari su un bilancio di 130 miliardi. E dovendo fare i conti con la governatrice dello stato, Kathy Hochul, e la speaker del consiglio comunale, Julie Menin, entrambe democratiche ma su posizioni moderate.

Nei primi mesi della sua amministrazione Mamdani ha cercato di fare tanti interventi piccoli e alcuni molto grandi e ambiziosi. Ha riparato centomila buche, ha rifinanziato i progetti per le bici, aumentato le corsie preferenziali e il numero di bagni pubblici, potenziato la manutenzione delle caditoie, imposto rallentamenti delle auto vicino alle scuole, stanziato fondi per la raccolta della spazzatura, la salute mentale, l’infanzia, le persone senza dimora, ha creato un ufficio per le questioni lgbt+, aperto uno spazio di sosta per i rider e così via, iniziative con effetti immediati sulla vita quotidiana degli abitanti.

Ma al tempo stesso ha finanziato progetti che prevedono asili nido gratuiti (1,2 miliardi di dollari), negozi di alimentari pubblici con prezzi calmierati, linee di autobus gratuite. E poi c’è la grande questione degli alloggi e degli affitti fuori controllo. Nella città con la maggiore concentrazione di ricchezza di tutto il paese (un quinto degli ultraricchi vive qui), Mamdani ha deciso di introdurre una tassa per le case il cui valore di mercato è superiore ai cinque milioni di dollari e i cui proprietari non hanno la residenza principale a New York. Ricavato: mezzo miliardo di dollari.

È solo un inizio. E per ora più della metà dei newyorchesi pensa che si stia muovendo nella direzione giusta. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 3. Compra questo numero | Abbonati