All’inizio degli anni ottanta i giovani veronesi Marco Furlan e Wolfgang Abel uccisero rom, omosessuali, prostitute, tossicodipendenti, frequentatori di cinema porno e altre persone che ritenevano indegne di vivere a causa dei loro comportamenti. Rivendicarono omicidi e incendi in biglietti sgrammaticati firmandosi con la sigla Ludwig. Questo libro avvincente e informato, scritto con piglio da Alessandra Coppola del Corriere della Sera, ne racconta la storia. Attraverso fonti processuali e molte interviste con testimoni importanti riesce a ricostruire il contesto in cui quella delirante frangia del terrorismo nero prese forma. Emerge così la seconda fila del più importante movimento della strategia della tensione: Ordine nuovo. In una Verona in cui l’estrema destra era profondamente radicata, a poca distanza dai vertici del gruppo che stava organizzando la “difesa” dal comunismo e preparando a colpi di stragi un progetto di trasformazione autoritaria dello stato italiano, prendeva piede un’ideologia in cui si mescolavano misticismo induista e biechi interessi personali, orge sotto le svastiche e ricerche su presunti culti ancestrali. Da questo livello intermedio prese origine Ludwig, zona liminare di una rete senza la quale le grandi stragi di piazza Fontana, di Brescia e di Bologna non sarebbero state possibili e la storia d’Italia, forse, sarebbe stata diversa. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati