Margherita Hack, zazzera grigia, occhi profondi, amore totale per la scienza e per lo sport. Il suo volto abita ancora dentro di noi. Come la lunga strada che ha fatto per arrivare alla guida dell’osservatorio astronomico di Trieste. Una strada in salita, in Italia, per una donna scienziata, percorsa con caparbietà. Anche con allegria. Federico Taddia la conosceva bene e con lei ha scritto due libri molto belli. Ora per omaggiarla, ma anche per far conoscere la sua vita piena di stelle, galassie e sudore ai più giovani, torna a parlare di lei. Ne viene fuori un libro leggero, intenso, tenero, ma anche serio, profondo, fondamentale. Perché Margherita Hack è stata fondamentale per l’Italia e per la riscossa delle donne in una società maschile come quella italiana. Vediamo una Margherita Hack bambina che sta per essere bocciata a scuola proprio, e sembra un paradosso, in matematica. Una ragazza che sogna una medaglia olimpica. Che fa montare una rete di pallavolo nell’osservatorio che dirige. Che sogna stelle, pianeti, il futuro. Un libro insomma fatto della stessa sostanza del cielo e dei sogni. Da leggere a scuola, su una spiaggia assolata, in montagna o mentre si guardano quelle stelle che Margherita Hack amava.
Igiaba Scego

Questo articolo è uscito sul numero 1466 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati