The Frontline dispatch Ramita Navai è una documentarista statunitense di origini iraniane. Nel 2022 è andata in Afghanistan insieme al collega di origini pachistane Karim Shah per documentare la situazione delle donne a qualche mese dal ritiro delle truppe statunitensi e dal crollo del governo filoccidentale afgano. Nonostante le autorità sapessero chi erano, il loro aspetto e la conoscenza della lingua li hanno aiutati a confondersi con la popolazione locale e a raggiungere Herat, dove si diceva che le donne da qualche mese stessero sparendo senza motivo. Il fatto che Ramita fosse una donna si è rivelato un vantaggio: i taliban, a causa della loro misoginia, controllavano solo i movimenti di Karim, mentre lei poteva portare avanti la sua ricerca indisturbata. A un certo punto è riuscita a entrare nella sezione femminile di un carcere e a parlare per qualche minuto con le detenute, filmando tutto con una telecamera nascosta. Frontline è il programma di documentari della Pbs, uno dei pochi canali televisivi statunitensi finanziati solo dagli spettatori, e il podcast The Frontline dispatch racconta la lavorazione dei documentari che vengono trasmessi in tv. A un anno dal ritiro dall’Afghanistan, questa intervista a Ramita Navai mostra tutte le crepe lasciate da vent’anni di occupazione occidentale del paese.
Jonathan Zenti

Questo articolo è uscito sul numero 1474 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati