Riflettiamo su cosa significa essere giovani oggi: avere tra i 15 e i 25 anni, andare a scuola, all’università oppure essere già entrati nel mondo del lavoro. Significa dover affrontare un sistema scolastico in profonda crisi, con personale insufficiente, spesso scollegato dalla realtà e incapace di prepararti a un mondo sempre più complesso e incerto. Significa frequentare un’università pubblica sottofinanziata, che fatica a trovare un equilibrio tra la sua capacità di produrre conoscenza, ricerca e competenze, e le patologie di una società e di un’economia che spesso premiano l’opportunismo più della creatività. Significa pensare che la prospettiva, almeno all’inizio, non è trovare un lavoro all’altezza delle tue conoscenze e competenze, ma, nel migliore dei casi, un impiego nel grande settore dei “servizi” o “stagionale”. Significa rendersi conto di non essere considerati il futuro della società, ma un problema e un peso. Essere guardati con sospetto dalle “forze dell’ordine” e, se si protesta per i propri diritti, ritrovarsi di fronte manganelli e gas lacrimogeni. Significa avere 16 o 20 anni e sapere che quando ne avrai 45 vaste aree del pianeta saranno inabitabili, perché non si sta facendo nulla per fermare la catastrofe climatica; significa vedere le élite politiche creare un mondo sempre più diviso, violento e pericoloso; confrontarsi con una società che invecchia drammaticamente.
Liquidiamo i giovani dicendo che “non leggono” o che “stanno incollati agli schermi”, ma se li ascoltassimo vedremmo che sono inquieti e angosciati, che hanno valori e ideali, che prediligono la qualità della vita al reddito, che desiderano relazioni sociali autentiche e tempo libero invece di dover continuamente dimostrare di essere all’altezza. I giovani che scendono in piazza non sono criminali: lo è una società che s’impegna ogni giorno a rendere le loro vite più difficili e il loro futuro peggiore. E che hanno tutte le ragioni di voler cambiare. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati