La generazione del baby boom (le persone nate tra il 1945 e il 1964) è stata sfrattata dalla politica statunitense. Ma uscendo ha deciso di lasciarsi alle spalle solo macerie. Forse è questa l’immagine che descrive meglio le conseguenze della riforma fiscale voluta dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Le nuove misure concedono enormi benefici alle famiglie statunitensi più ricche, un gruppo di persone prevalentemente bianche e anziane. Il conto sarà pagato dalle generazioni più giovani attraverso l’aumento del debito pubblico, il taglio della spesa sociale e le tasse più alte. In questo senso la riforma aggraverà la disuguaglianza tra le generazioni.

La popolarità dei repubblicani tra i bianchi più anziani, in particolare quelli non laureati e lontani dalle grandi aree urbane, è stata cruciale nell’ascesa di Trump e nell’approvazione della riforma fiscale. Le basi demografiche di questo dominio politico, tuttavia, si stanno erodendo. Dal 1978 i baby boomer sono la generazione di elettori più numerosa e votano compatti per i repubblicani. Ma, secondo il Center for american progress, nel 2018 per la prima volta gli elettori nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti millennial, supereranno i baby boomer. I postmillennial, gli statunitensi nati dopo il 2000, aumenteranno il vantaggio. Questo slittamento generazionale innescherà un profondo cambiamento razziale: mentre l’80 per cento dei baby boomer è bianco, più di due quinti dei millennial e quasi la metà dei postmillennial non lo è.

New York, 30 novembre 2017 (Spencer Platt, Getty Images)

Questa transizione ha pesato sulla riforma fiscale. A guadagnarci di più sono gli statunitensi con redditi alti e quelli che possiedono un’azienda o delle azioni, tutte persone concentrate tra i bianchi del baby
boom
e tra i più anziani della generazione X (i nati tra il 1960 e il 1980). Secondo la Federal reserve, la banca centrale statunitense, i bianchi ricchi sono più o meno il doppio degli afroamericani o degli ispanici. I dati della Fed dimostrano anche che i bianchi hanno il doppio delle possibilità di possedere aziende o azioni rispetto ai non bianchi, e che tra i primi gli anziani sono più numerosi dei giovani. Le famiglie statunitensi con a capo persone tra i 55 e i 64 anni hanno in media un patrimonio quindici volte superiore rispetto a quelle guidate da persone con meno di 35 anni.

I costi della riforma ricadranno soprattutto sui giovani, colpiti da norme specifiche come la tassazione delle esenzioni dalle rette universitarie concesse agli studenti laureati o l’eliminazione della deducibilità fiscale per i debiti contratti dagli studenti. I rischi principali però sono di natura strutturale. Le risorse destinate da Washington alla produttività delle future generazioni, come la spesa per l’istruzione e la ricerca scientifica, sono ai minimi storici. Aggiungendo il previsto aumento del debito pubblico (circa 1.500 miliardi in più), in futuro potrebbero arrivare ulteriori tagli.

Casse svuotate

È una delle dinamiche principali che interessano gli Stati Uniti del ventunesimo secolo: man mano che i baby boomer andranno in pensione, una forza lavoro sempre meno bianca finanzierà il sistema previdenziale e l’assistenza sanitaria pubblica per un numero crescente di anziani bianchi. La riforma svuota le casse dello stato proprio quando questo peso si fa più gravoso, e lo fa innanzitutto arricchendo alcuni baby
boomer
.

È significativo che nel 2016 i repubblicani abbiano proposto di rinviare le modifiche al sistema dell’assistenza sanitaria gratuita per gli anziani al 2024, quando quasi tutti i baby boomer saranno già andati in pensione. Questo gli permetterà di scaricare il peso principale di qualsiasi taglio futuro sulle generazioni più giovani, anche se sopportano già i costi delle pensioni dei baby boomer.

I giovani pagheranno anche gli interessi su 1.500 miliardi di dollari in più di debito pubblico. I tagli alle tasse sommergeranno di debiti le generazioni più giovani per finanziare i consumi attuali dei loro genitori. Il paradosso è che gli statunitensi più anziani e bianchi hanno bisogno che quelli più giovani e non bianchi entrino in misura maggiore nella classe media, in modo da generare entrate e finanziare le loro pensioni. Tuttavia con questa riforma gli anziani stanno legando un masso sulle schiene dei loro figli che cercano di farsi una posizione nella società statunitense. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1234 di Internazionale, a pagina 131. Compra questo numero | Abbonati