Di fronte alle difficoltà dei sistemi di welfare nel garantire pensioni decenti, risparmiare per la vecchiaia è diventata una necessità. Ma non è razionale comprare azioni di questa o quell’azienda; il risparmiatore comune non ha informazioni migliori di quelle del mercato e si assume un rischio eccessivo. L’unica strategia sensata è diversificare e ridurre le commissioni: inutile pagare gli stipendi a gestori umani incapaci di offrire rendimenti superiori a quelli di un investimento casuale; meglio comprare un titolo che replica passivamente l’andamento del mercato nel suo insieme o di qualche settore, un exchange traded fund (Etf). Oggi questi strumenti valgono più di tredicimila miliardi. Ma cosa succede se la composizione di un indice seguito dagli Etf cambia all’improvviso? Per la quotazione della SpaceX di Elon Musk, l’azienda che gestisce il Nasdaq-100 ha cambiato le regole di ammissione dopo appena quindici giorni di contrattazioni. Chi vende Etf, per rispettare l’obbligo di replicare l’indice, sarà obbligato a comprare azioni della SpaceX (gonfiandone la valutazione) e a cedere quelle di altre aziende. Così i risparmiatori, volenti o no, contribuiranno a rendere Musk ancora più ricco. Investire in Etf comincia a sembrare come astenersi alle elezioni: un pericoloso eccesso di delega. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 101. Compra questo numero | Abbonati





