Alla vigilia della quotazione della SpaceX che lo avrebbe reso il primo al mondo ad avere un patrimonio di mille miliardi, Elon Musk ha spiegato perché l’ingresso in borsa della sua azienda di razzi spaziali avrebbe generato benessere condiviso: più di 4.400 impiegati sarebbero diventati milionari, almeno 400 si sarebbero ritrovati con azioni del valore superiore a cento milioni di dollari. Musk lo diceva come se un’azienda con più milionari non fosse un problema. Una volta la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha detto che “ogni miliardario è un fallimento politico”, nel senso che una società che produce squilibri di reddito e ricchezza estremi ha organizzato male il suo fisco e le sue leggi sulla distribuzione del potere e del benessere. Il prezzo per creare i 4.400 milionari alla SpaceX è di rendere Musk sempre più ricco, potente e incontrollabile. Ancora dieci anni fa perfino i progressisti credevano alla teoria del contagio della ricchezza: attirando più ricchi ci saranno benefici per tutti. È stato un governo di centrosinistra, in Italia, a introdurre la flat tax per i redditi esteri dei milionari che spostavano la residenza qui. Oggi il clima sta cambiando: le elezioni si vincono sulle tasse per gli ultraricchi. Non tanto per il gettito, ma per una questione di equità. E se i ricchi vanno all’estero, meglio così, pensano molti. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati





