In Italia il “campo largo”, ammesso che esista, riesce a proporre solo il salario minimo. Guai a parlare di patrimoniali o altre misure appena più divisive. Nel frattempo in California si vota su una tassa una tantum per i miliardari che dovrebbe portare cento miliardi di euro di gettito. Per competere con la destra ossessionata dai migranti servono proposte che incidano davvero sulle disuguaglianze e spostino i rapporti di forza nella società. Al Festival dell’economia di Torino l’economista Luigi Zingales ne ha suggerite alcune. Una tassa di cittadinanza per gli italiani che vivono all’estero, per arginare la fuga di lavoratori formati a spese del contribuente italiano. Poi un’imposta di successione del 15 per cento, per finanziare il taglio dei contributi ai lavoratori sotto i trent’anni. Ogni pensionato dovrebbe “adottare” un giovane lavoratore per trasmettergli quella conoscenza che nelle aziende non circolerà più dopo la delega delle mansioni di base all’intelligenza artificiale. Ai progressisti servono idee così, che modificano gli incentivi degli individui, non solo la quantità di risorse da redistribuire. Altrimenti presto o tardi arriverà un populista con follie alla Jean-Luc Mélenchon, il leader della France insoumise, che promette di cancellare il debito pubblico in mano alla banca centrale. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati





