Il 7 dicembre il giudice federale argentino Claudio Bonadio ha chiesto la sospensione dell’immunità parlamentare per l’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, accusata di aver ostacolato le indagini sull’attentato contro un centro ebraico di Buenos Aires nel 1994.
Bonadio ha ordinato anche la custodia cautelare per alcuni ministri e collaboratori del governo Fernández, limitando la libertà di movimento di altri. Il primo a essere ascoltato è stato l’ex ministro Carlos Zannini, braccio destro della presidente, prelevato dalla polizia nella sua casa di Río Gallegos, nella provincia meridionale di Santa Cruz. L’ex ministro degli esteri Héctor Timerman resterà agli arresti domiciliari a causa del suo stato di salute. Inoltre il giudice ha stabilito che l’ex capo dei servizi segreti Oscar Parrilli e il deputato kirchnerista Andrés Larroque non potranno lasciare il paese.
Sono accusati di aver insabbiato le indagini sul presunto coinvolgimento dell’Iran nell’attentato del 1994 contro la sede dell’Asociación mutual israelita argentina di Buenos Aires (Amia), in cui morirono 85 persone. La contropartita sarebbe stata la firma di un trattato commerciale tra l’Argentina e l’Iran, in seguito dichiarato incostituzionale. Il caso ha avuto ripercussioni internazionali, perché alcuni
sospettati iraniani erano ricercati dall’Interpol.
Il giudice Bonadio sta continuando l’indagine avviata dal magistrato Alberto Nisman. Nisman avrebbe dovuto presentare le sue accuse contro il governo in parlamento il 19 gennaio 2015. Ma il giorno prima è stato trovato morto dagli uomini della scorta nel bagno del suo appartamento di Buenos Aires. Una recente perizia ha confermato che Nisman è stato assassinato, ma ancora non è chiaro chi lo abbia ucciso e chi fossero i mandanti.
Primo passo
La situazione per Cristina Fernández, che nel frattempo è stata eletta senatrice, non è affatto facile. Oltre all’accusa d’insabbiamento e d’intralcio alla giustizia per l’attentato contro l’Amia, l’ex presidente è accusata di corruzione, di essersi arricchita in modo illecito durante il suo governo (2007-2015) e quello del marito Néstor Kirchner (2003-2007), di aver riciclato denaro attraverso alberghi della sua famiglia nel sud del paese. Se sarà giudicata colpevole nel processo sull’attentato del 1994 Fernández potrebbe essere accusata di tradimento alla patria e punita con una pena che varia dai dieci ai venticinque anni, fino all’ergastolo.
“Accusarmi di tradimento è una follia giudiziaria”, ha detto la senatrice in un’intervista in cui ha attaccato Mauricio Macri, l’attuale presidente argentino, di centrodestra. “Macri è il direttore d’orchestra e Bonadio esegue lo spartito, che ha come obiettivo quello di spaventare la popolazione, i movimenti sociali e l’opposizione”, ha aggiunto Fernández.
L’ex presidente è stata eletta alle legislative del 22 ottobre e si è insediata il 10 dicembre, quindi per ora gode dell’immunità parlamentare. Il primo passo per poterla processare è stata la richiesta del giudice Bonadio al congresso. Ora il senato dovrà istituire una commissione, che avrà sessanta giorni per decidere se sottoporre o meno la richiesta di Bonadio al voto dei parlamentari. Il partito peronista ha la maggioranza in senato, ma solo una decina di senatori sono fedelissimi dell’ex presidente. Se i due terzi dei senatori decideranno di toglierle l’immunità parlamentare, per Fernández potrebbe scattare la custodia cautelare e l’avvio dei processi.
L’opposizione ha reagito con rabbia. Il deputato peronista Agustín Rossi ha detto che è “un tentativo di annichilire l’opposizione, una persecuzione politica dietro cui c’è il presidente Macri”.
Il 7 dicembre vari gruppi kirchneristi hanno organizzato una manifestazione a sostegno di Cristina Fernández in plaza de Mayo. ◆as
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Questo articolo è uscito sul numero 1235 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati