28 ottobre 2016 17:04

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, affronta oggi 28 ottobre uno sciopero generale indetto dall’opposizione, che vuole costringerlo a dare le dimissioni. “Lasciate vuote le strade e i posti di lavoro per fare pressioni sul governo affinché rispetti la costituzione e il nostro diritto a decidere”, ha fatto sapere la coalizione di opposizione Tavolo per l’unità democratica (Mud).

In tutta risposta il capo dello stato ha deciso di aumentare il salario minimo del 40 per cento, fino a 140 dollari circa al mese, un aumento comunque limitato se paragonato al tasso d’inflazione galoppante. Il Venezuela sta attraversando una delle peggiori crisi economiche della sua storia, causata principalmente dal crollo del prezzo del petrolio, che garantisce il 96 per cento delle entrate del paese.

L’inflazione è fuori controllo: secondo il Fondo monetario internazionale, raggiungerà il 475 per cento nel 2016, e potrebbe salire fino al 1.660 per cento nel 2017.

Minaccia di occupazione
Maduro ha minacciato di mandare l’esercito o lavoratori che gli sono fedeli a occupare le aziende che aderiranno allo sciopero. Negli ultimi giorni, segnati da contestazioni sempre più violente contro Maduro, le forze armate, molto influenti nel paese, hanno riaffermato il loro sostegno al presidente.

La tensione tra sostenitori e oppositori del governo è salita dopo che il 21 ottobre il consiglio nazionale elettorale ha interrotto l’ultima raccolta di firme necessaria per convocare il referendum attraverso il quale destituire Maduro. Pochi giorni dopo l’assemblea nazionale, controllata dall’opposizione, ha fatto passare una risoluzione che chiede l’apertura di un procedimento politico e penale – una specie di impeachment – contro Nicolás Maduro per rimuoverlo dall’incarico.

Il 26 ottobre centinaia di migliaia di persone hanno manifestato in tutto il paese chiedendo le dimissioni del presidente. Durante le proteste ci sono stati scontri, decine di feriti e decine di arresti. Nello stato di Miranda, governato dal leader dell’opposizione Henrique Capriles, un poliziotto è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco e altri due sono rimasti feriti a una manifestazione.

L’ultimo passo della strategia adottata dagli antichavisti (dal nome dell’ex presidente Hugo Chávez, morto nel 2013, di cui l’attuale presidente è l’erede) è lo sciopero generale di oggi, che l’opposizione ha indetto per mettere Maduro con le spalle al muro.