15 ottobre 2020 15:49
  • La conferenza stampa di Emmanuel Macron, nella serata del 14 ottobre, ha segnato l’inizio di una nuova fase nel contrasto al covid-19 in Francia: a Parigi e in altre otto città dichiarate in stato di allerta massima verrà introdotto il coprifuoco dal 17 ottobre: dalle 21 alle 6 del mattino i locali dovranno chiudere e la circolazione sarà limitata a chi ha “buone ragioni”, per tutti gli altri sono previste multe da 135 euro, che salgono a 1.500 in caso di recidiva. L’obiettivo dichiarato da Macron è “riprendere il controllo” e far calare i casi giornalieri dai circa 20mila attuali a tre-quattromila. Diciannove milioni di cittadini francesi saranno sottoposti a una misura mai vista in tempi di pace per almeno quattro settimane. Nel frattempo in Germania, Angela Merkel e i premier dei sedici stati federali del paese hanno concordato una nuova regola: le città o le regioni in cui i tassi di infezione stanno aumentando rapidamente dovranno imporre la chiusura di bar e ristoranti alle 23, come già successo a Berlino. Intanto la Catalogna ha deciso di chiudere bar e ristoranti per quindici giorni, stessa decisione presa in Irlanda del Nord, dove il blocco durerà un mese.
  • Il ministro dello sviluppo economico italiano Stefano Patuanelli ha annunciato che il blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 dicembre non sarà prorogato. Il governo conta di poter inserire altre 18 settimane di cassa integrazione per covid-19 nella nuova legge di bilancio per i settori più danneggiati dalla pandemia. Ma secondo la Cgil questo metterà a rischio un milione di posti di lavoro. Anche il Regno Unito si prepara alla fine del furlough scheme, prevista per il 31 ottobre: la cassa integrazione istituita dal governo per far fronte all’emergenza sarà sostituita da nuove misure. Ma un sondaggio sul lavoro durante la pandemia della piattaforma Piplsay rivela paure e preoccupazioni. Su più di 11mila inglesi intervistati, il 59 per cento teme di perdere il posto di lavoro una volta che il programma si concluderà. Secondo lo studio della società di consulenza per ricerche di mercato Wakefield Research, tra gli undici paesi analizzati Singapore è stato l’unico a rispondere in modo positivo all’impatto del covid-19 sull’organizzazione del lavoro. Secondo il sondaggio, realizzato a settembre, il 91 per cento dei lavoratori vorrebbe continuare a lavorare da casa anche dopo la pandemia, e circa la metà degli intervistati ha affermato che lascerebbe la propria azienda se non garantisse orari flessibili e lo smart working.
  • A causa della pandemia di covid-19 la prossima sessione di lavoro del parlamento europeo, in programma dal 19 al 22 ottobre, non si terrà a Strasburgo ma sarà organizzata in videoconferenza. L’annuncio l’ha dato “con rammarico” il presidente dell’europarlamento, David Sassoli, in un tweet, spiegando che la situazione sanitaria in Francia e Belgio è “molto seria”. Invece, il 15 e il 16 ottobre, la Commissione europea si riunirà per parlare di diverse cose, tra cui il piano europeo per immunizzare la popolazione quando arriverà il vaccino. Secondo il programma pubblicato dalla Commissione, le prime dosi verranno assegnate in base alla popolazione e a quanto i paesi siano stati colpiti dal virus.
  • La fascia di popolazione dei “giovani sani” potrebbe non ricevere il vaccino contro il covid-19 fino al 2022, visto che il processo di immunizzazione si concentrerà prima sugli anziani e sui gruppi vulnerabili, ha spiegato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Soumya Swaminathan, ricercatrice capo dell’Oms, ha spiegato che agli operatori sanitari, ai lavoratori esposti e agli anziani verrà probabilmente offerto un vaccino per primi, anche se una vera scala di priorità è ancora in fase di discussione e soprattutto non ce n’è ancora uno considerato sicuro ed efficace. “La gente tende a pensare che il 1 gennaio o il 1 aprile farà il vaccino e poi le cose torneranno alla normalità”, ha detto Swaminathan. “Ma non funzionerà così”.
  • In Colombia il grado di povertà è aumentato nello scorso anno e riguarda il 35,7 per cento della popolazione. Ma, secondo gli analisti, la situazione peggiorerà ulteriormente a causa del covid-19, che annullerà un decennio di progressi. In totale, 662mila persone in più sono cadute in povertà lo scorso anno, l’1 per cento in più rispetto al 2018 (34,7 per cento), e la povertà estrema è ulteriormente peggiorata, dall’8,2 per cento al 9,6 nello stesso periodo. Secondo Jorge Iván González, economista della Externado University, la povertà è aumentata a causa del crollo del reddito per via dell’alto tasso di disoccupazione, legato al forte calo dei prezzi delle materie prime esportate dalla Colombia. “È un’economia molto dipendente da petrolio, carbone, minerali e nel 2019 la domanda è diminuita, i prezzi sono diminuiti e questo ha influito su tutta l’attività economica”.
  • In Pakistan le autorità hanno imposto un lockdown parziale in diverse zone del paese dove sono stati segnalati nuovi focolai legati alla riapertura delle scuole. I contagi giornalieri sono recentemente raddoppiati, nelle ultime 24 ore 756 nuovi casi positivi hanno portato il totale dei casi attivi a 321.218. Dall’inizio della pandemia i decessi sono stati 6.614. Il governo teme che la situazione possa peggiorare con l’avvicinarsi dell’inverno e per l’inosservanza di semplici regole, come indossare la mascherina. Il paese ha già evitato una catastrofe sanitaria durante la prima ondata di contagi, nonostante la maggior parte delle persone non abbia rispettato le misure di prevenzione. Da marzo a giugno diverse istituzioni finanziare internazionali hanno erogato sovvenzioni per un totale di 2,6 miliardi di dollari per aiutare il paese in difficoltà economica a rafforzare il sistema sanitario. Ma la risposta del governo è stata inadeguata e negli ospedali mancano ancora forniture di base per contrastare il covid-19, come le tute di protezione.
  • L’Australian Open si svolgerà regolarmente a gennaio solo se si raggiungerà un accordo con le autorità locali per permettere ai giocatori di allenarsi durante la quarantena a Melbourne. L’ha annunciato il direttore del torneo di tennis Craig Tiley il 15 ottobre. Le misure di prevenzione imposte nella città per contrastare la nuova ondata di contagi prevedono la quarantena obbligatoria di 14 giorni in hotel per chiunque arrivi in Australia. Secondo Tiley è necessario organizzare un ambiente dove i giocatori possano spostarsi liberamente tra hotel e campi per completare la quarantena e allenarsi, altrimenti nessuno si presenterà al torneo.