19 novembre 2020 12:16

Australia-Afghanistan
Il 19 novembre il capo delle forze armate australiane Angus Campbell ha riconosciuto l’esistenza di “prove credibili” di crimini commessi dalle forze speciali in Afghanistan. Tra il 2009 e il 2013 i soldati australiani avrebbero “ucciso illegalmente” almeno 39 civili e prigionieri afgani. È in corso un’inchiesta della procura speciale per i crimini di guerra.

Iran-Stati Uniti
Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Zarif ha annunciato il 18 novembre che Teheran tornerà “automaticamente” ad applicare tutte le clausole dell’accordo nucleare del 2015 se la futura amministrazione statunitense revocherà le sanzioni imposte da Washington nel 2018. Il presidente eletto Joe Biden non ha ancora chiarito le sue intenzioni sull’Iran, ma ha detto di voler mettere fine alla politica della “massima pressione” adottata da Donald Trump.

Iraq-Arabia Saudita
Il 18 novembre i governi dei due paesi hanno riaperto dopo trent’anni la loro frontiera terrestre, autorizzando il passaggio di persone e merci dal valico di Arar. La frontiera era chiusa dal 1990, quando il presidente iracheno Saddam Hussein ordinò l’invasione del Kuwait. Riyadh punta a tornare sul mercato iracheno, attualmente dominato dai prodotti iraniani e turchi.

Egitto
L’ong Iniziativa egiziana per i diritti della persona (Eipr) ha annunciato il 18 novembre che un suo dirigente, Karim Ennarah, è stato arrestato mentre era in vacanza nel Sinai, e poi traferito in un luogo sconosciuto. Tre giorni prima un altro dirigente dell’ong, Mohamed Basheer, era stato arrestato con l’accusa di aver “aderito a un gruppo terroristico” e di aver “diffuso false informazioni”.

Uganda
Il 18 novembre sette persone sono morte negli scontri a Kampala tra le forze di sicurezza e i manifestanti che protestavano per l’arresto dell’oppositore Bobi Wine. Wine, un noto cantante di 38 anni, è considerato il principale rivale del presidente Yoweri Museveni nelle elezioni presidenziali che si svolgeranno il 10 gennaio 2021.

Stati Uniti
Il 18 novembre la Federal aviation administration (Faa), l’agenzia statunitense dell’aviazione civile, ha autorizzato la ripresa dei voli del 737 Max della Boeing. Il velivolo, che ha subìto profonde modifiche, era stato bloccato venti mesi fa dopo due incidenti avvenuti in Indonesia e in Etiopia, in cui erano morte 346 persone.

America centrale
Almeno 38 persone sono morte nel passaggio dell’uragano Iota sull’America centrale: 18 in Nicaragua, 14 in Honduras, due in Guatemala, due in un arcipelago colombiano dei Caraibi, una a Panamá e una nel Salvador. Decine di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case.