08 novembre 2021 11:00

Iraq
Il 7 novembre il primo ministro Mustafa al Kadhimi è uscito indenne da un tentativo d’assassinio con i droni nella sua residenza a Baghdad. Tre droni carichi di esplosivo sono stati lanciati da circa un chilometro di distanza: due sono stati abbattuti e il terzo è esploso danneggiando l’edificio e ferendo due guardie del corpo del premier. L’attentato non è stato rivendicato.

Sudan
Il 7 novembre le forze di sicurezza hanno arrestato decine di persone che partecipavano alle manifestazioni contro la giunta militare guidata dal generale Abdel Fattah al Burhan, autore del colpo di stato del 25 ottobre. Gli agenti hanno lanciato lacrimogeni contro la folla a Khartoum. Altre manifestazioni si sono svolte a Wad Madani (sud) e Atbara (nord).

Mali
La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha imposto il 7 novembre delle sanzioni individuali contro i membri della giunta militare al potere a causa dei ritardi nell’organizzazione delle elezioni. Nei giorni scorsi la giunta aveva affermato di non poter rispettare il calendario elettorale concordato, che prevede il voto il 27 febbraio 2022.

Sierra Leone
Il 7 novembre il presidente Julius Maada Bio ha annunciato tre giorni di lutto nazionale dopo che il 5 novembre un camion cisterna è esploso in una stazione di servizio di una zona industriale della capitale Freetown, causando 101 morti e 91 feriti. L’esplosione è stata causata da una collisione con un altro camion.

Nicaragua
Il 7 novembre i cittadini sono andati alle urne per elezioni presidenziali definite “una farsa” dal governo statunitense. Secondo i risultati parziali, il presidente uscente Daniel Ortega è stato rieletto per un quarto mandato di cinque anni con il 75 per cento dei voti dopo aver arrestato o costretto all’esilio i principali candidati di opposizione. La moglie di Ortega, Rosario Murillo, sarà confermata vicepresidente.

Colombia
Quattro soldati sono morti il 7 novembre in un’imboscata tesa dal Clan del golfo, il principale gruppo di narcotrafficanti del paese, a Santa Lucía en Ituango, nel dipartimento nordoccidentale di Antioquia. Secondo il governo, si è trattato di una rappresaglia dopo il recente arresto del capo del gruppo, Dairo Antonio Úsuga, noto come Otoniel.