15 giugno 2022 11:16

Ucraina-Russia
Il 14 giugno il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha lanciato un appello per una resistenza a oltranza nella regione del Donbass, definita “essenziale” per le prospettive future dell’Ucraina. Il ministero della difesa russo ha invece invitato Kiev a mettere fine alla “resistenza assurda” a Severodonetsk, proponendo un corridoio umanitario per il trasferimento dei civili.

Regno Unito-Ruanda
Il 14 giugno un primo volo organizzato dal governo britannico per trasferire in Ruanda alcuni migranti entrati senza documenti nel paese è stato annullato a causa di un ricorso presentato dalla Corte europea dei diritti umani. La ministra dell’interno britannica Priti Patel ha però fatto sapere che il progetto andrà avanti. Il 14 aprile il primo ministro Boris Johnson aveva annunciato un accordo con il Ruanda sull’accoglienza ai migranti in cambio di finanziamenti, con l’obiettivo di scoraggiare le traversate della Manica.

Etiopia
Il primo ministro Abiy Ahmed ha annunciato il 14 giugno che il governo sta lavorando all’ipotesi di negoziati di pace con i ribelli del Fronte popolare di liberazione del Tigrai (Tplf). Un comitato guidato dal vicepremier e ministro degli esteri Demeke Mekonen dovrà verificare se ci sono i presupposti per il dialogo.

Mozambico
Il 14 giugno le Nazioni Unite e l’ong Save the children hanno annunciato che la settimana scorsa diecimila persone hanno lasciato le loro case a causa delle violenze jihadiste nel distretto di Ancuabe, nella provincia nordorientale di Cabo Delgado. Sette persone sono state uccise, quattro delle quali decapitate. Quasi quattromila persone sono morte dall’inizio dell’insurrezione jihadista nel 2017.

Sud Sudan
Il Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite ha annunciato il 14 giugno di aver sospeso la consegna degli aiuti alimentari a una parte della popolazione a causa della mancanza di fondi. La responsabile del Pam per il paese, Adeyinka Badejo, ha chiesto alla comunità internazionale 426 milioni di dollari nei prossimi sei mesi per evitare una grave crisi umanitaria.

Ecuador
Il 14 giugno Leonidas Iza, leader di un movimento di protesta indigeno contro l’aumento del prezzo dei carburanti, è stato arrestato a Pastocalle, nella provincia centrale di Cotopaxi. Poche ore dopo Iza è stato scarcerato, ma dovrà presentarsi al tribunale di Latacunga per il processo che dovrebbe cominciare il 4 luglio. Negli ultimi giorni gli indigeni hanno messo in atto dei blocchi stradali in undici delle 24 province del paese.

Brasile
Un secondo uomo è stato arrestato il 14 giugno per la scomparsa del giornalista britannico Dom Phillips e dell’esperto di popoli indigeni Bruno Pereira, avvenuta il 5 giugno mentre conducevano alcune ricerche per un libro sulla protezione dell’ambiente nella valle del Javari, in Amazzonia. Si tratta di Oseney da Costa, fratello del pescatore Amarildo da Costa, il primo arrestato. Sono in corso le analisi di alcune tracce di sangue trovate sulla barca di Amarildo da Costa.

Cambogia
Il 14 giugno circa sessanta oppositori sono stati condannati a pene da cinque a otto anni di prigione. L’ex leader dell’opposizione Sam Rainsy, che vive in Francia dal 2015, è stato condannato a otto anni di prigione in contumacia, mentre l’attivista cambogiana-statunitense Theary Seng è stata condannata a sei anni. Il regime del primo ministro Hun Sen, al potere dal 1985, sta intensificando la repressione in vista delle elezioni del 2023.