Sally Rooney ha detto di essere stata costretta a ritirare i suoi libri in vendita nel Regno Unito a causa del sostegno dato al gruppo Palestine action, messo al bando dal governo britannico in base alla legge contro il terrorismo.
La scrittrice irlandese, autrice tra gli altri di Persone normali (Einaudi 2019) e Parlarne tra amici (Einaudi 2018), ha affermato che il suo sostegno pubblico al gruppo le impedisce di ricevere i diritti d’autore sulle vendite nel Regno Unito.
Dopo che l’anno scorso Palestine action era stata dichiarata illegale, Rooney aveva detto che avrebbe usato i guadagni delle vendite dei suoi libri per aiutare il gruppo. Visto che in base alla legge contro il terrorismo sostenere organizzazioni vietate è considerato un reato, la scrittrice aveva annullato un viaggio nel Regno Unito per ritirare un premio, temendo di essere arrestata.
Al Guardian ha detto: “Nel luglio 2025 il gruppo di protesta e azione diretta Palestine action è stato dichiarato un’organizzazione terroristica nel Regno Unito. Il mese successivo ho scritto un articolo in cui esprimevo la mia intenzione di continuare a sostenere Palestine action, che qui in Irlanda non è stata messa al bando. Di conseguenza, rispettare i contratti per la pubblicazione delle mie opere nel Regno Unito oggi potrebbe costituire un reato grave. Dopo che ci siamo consultati e ci abbiamo riflettuto la casa editrice Faber ha stabilito, con il mio pieno consenso, di non potere più distribuire le mie opere nel Regno Unito. Ho fatto tutto il possibile per essere sincera con i lettori e le lettrici sulle mie idee e sulle mie intenzioni, e sono pronta ad accettarne le conseguenze”.
Il successo e il rischio
I libri di Rooney hanno ricevuto molti apprezzamenti dalla critica – la scrittrice è stata definita la voce di una generazione – e hanno ottenuto un enorme successo nel Regno Unito. Persone normali ha venduto più di un milione di copie, mentre Parlarne tra amici e Dove sei, mondo bello (Einaudi 2022) hanno superato ciascuno le cinquecentomila copie. Persone normali e Parlarne tra amici sono stati adattati per la tv dalla Bbc. Persone normali ha fatto registrare 62,7 milioni di visualizzazioni, diventando la serie dell’emittente più vista in streaming nel 2020.
L’anno scorso Rooney aveva dichiarato che il produttore delle serie le aveva detto che qualsiasi pagamento a suo favore per quelle opere, entrambe trasmesse prima della messa al bando, avrebbe costituito una violazione della legge contro il terrorismo se il produttore fosse stato a conoscenza del fatto, o avesse sospettato, che la scrittrice usava i diritti d’autore per finanziare Palestine action.
L’articolo 15 della legge britannica contro il terrorismo stabilisce che commette un reato chi “fornisce soldi o altri beni, sapendo o avendo ragionevoli motivi per sospettare che saranno o potrebbero essere usati per scopi terroristici”. La pena massima prevista è di quattordici anni di carcere.
La Faber, la casa editrice di Rooney nel Regno Unito e in Irlanda, ha dichiarato: “Le leggi del Regno Unito hanno creato una situazione per cui la Faber non può versare a Sally Rooney i guadagni derivanti dalle sue opere nel Regno Unito. Vendere le opere di una scrittrice senza poterle pagare i diritti è una situazione inaccettabile per un editore. Per questo motivo, e in pieno accordo con Sally, abbiamo deciso che non possiamo più distribuire i suoi libri nel Regno Unito, in nessun formato. Restiamo orgogliosi di essere gli editori della sua straordinaria opera letteraria, che continueremo a vendere in altri paesi”.
Gli arresti
Si ritiene che nel Regno Unito più di 3.700 persone siano state arrestate perché accusate di sostenere Palestine action da quando l’organizzazione è stata messa al bando, nel luglio 2025. La maggior parte degli arresti ha riguardato chi esibiva cartelli con scritto: “Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine action”.
Circa 2.500 persone sono state incriminate, anche se nessuna è stata ancora processata, perché un ricorso contro il divieto sarà esaminato dall’alta corte di giustizia il mese prossimo. La maggior parte degli arresti e delle incriminazioni riguarda l’articolo 13 della legge contro il terrorismo, che prevede una pena massima di sei mesi di carcere.
La cofondatrice di Palestine action, Huda Ammori, che ha presentato il ricorso, ha dichiarato: “Il fatto che Sally Rooney non possa pubblicare le sue opere nel Regno Unito segna una nuova tappa nella crescente offensiva contro la libertà d’espressione innescata dalla messa al bando di Palestine action. Rooney ha assunto una posizione coraggiosa e di principio fin dal momento in cui è stata annunciata l’intenzione di vietare Palestine action. Si è rifiutata di scendere a compromessi sulle sue idee, anche se questo ha comportato un costo personale e professionale notevole. Le sue opere dovrebbero essere celebrate e ampiamente disponibili, non fatte sparire dagli scaffali delle librerie britanniche perché si rifiuta di essere complice della repressione della solidarietà con il popolo palestinese. Nessuna autrice dovrebbe essere costretta a scegliere tra i suoi principi e la libertà di pubblicare”.
Kerry Moscogiuri, direttrice generale di Amnesty international Uk, ha dichiarato: “Qualunque opinione si abbia su Palestine action, dovremmo tutti preoccuparci quando leggi concepite per combattere il terrorismo finiscono per mettere a tacere la libertà artistica e la possibilità di esprimere pacificamente il dissenso politico. La disponibilità di Sally Rooney ad accettare le conseguenze delle sue idee merita di essere riconosciuta. C’e il rischio concreto che altri, vedendo quanto le è costato, decidano che non possono permettersi di esprimere pubblicamente le proprie opinioni”.
Il 14 ottobre i libri di Rooney erano ancora in vendita nel centro di Londra e la catena di librerie Waterstones ha dichiarato che le copie in magazzino potevano ancora essere vendute.
John Clegg, un libraio della London Review Bookshop, ha dichiarato: “Appena ho letto la notizia ho ordinato altri suoi libri. Ho visto che il numero di copie disponibili è sceso a zero, quindi spero che gli ordini vadano a buon fine. Saranno molto richiesi e noi non potremo procurarceli attraverso la Faber. Rooney fa bene a prendere posizione, mi sembra una legge assurda. Se questa vicenda convincerà il ministero dell’interno a sbrigarsi a cancellarla, sono assolutamente favorevole”.
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