Il 17 settembre le autorità della Pennsylvania, nel nordest degli Stati Uniti, hanno annunciato due nuovi decessi per morbillo, che si aggiungono ai due di agosto, in un momento in cui la malattia si sta diffondendo nel paese a un ritmo mai visto da 35 anni.

Le quattro vittime non erano state vaccinate: due neonati troppo piccoli per la somministrazione e due persone di 18 e 40 anni. Altre tre persone, fra cui due bambini, erano morte in Texas e in New Mexico nel 2025.

I nuovi decessi hanno provocato un’accesa disputa tra il governatore democratico della Pennsylvania Josh Shapiro e il segretario alla salute Robert Kennedy Jr, notoriamente scettico sui vaccini. Shapiro ha accusato il ministro di alimentare timori infondati sui vaccini e di sminuire la gravità della situazione. Il governatore lo ha inoltre incolpato di aver ordinato ai Centers for disease control and prevention (Cdc), la principale agenzia sanitaria del paese, di non attribuire le quattro morti al morbillo “in quanto non in linea con le sue false teorie sui vaccini”. Kennedy ha respinto le accuse, denunciando una “politicizzazione” dei quattro decessi, di cui ha messo in dubbio il legame con il morbillo.

Il 16 settembre, come riferisce la Reuters, il dipartimento della salute della Pennsylvania ha chiesto il sostegno di emergenza dei Cdc, invitando l’agenzia a riconoscere che i quattro decessi sono stati effettivamente causati dal morbillo, smentendo Kennedy.

Dall’inizio dell’anno gli Stati Uniti hanno registrato più di 3.290 casi di morbillo, quasi settecento dei quali in Pennsylvania, cifre che non si vedevano dal 1991.

La malattia, dichiarata eliminata nel paese nel 2000 dopo estese campagne di vaccinazione, ha ricominciato a diffondersi negli ultimi anni, a causa del calo delle vaccinazioni e della crescente sfiducia nei confronti delle autorità sanitarie pubbliche.

In teoria negli Stati Uniti il vaccino per il morbillo è obbligatorio, ma nella maggior parte degli stati i cittadini possono aggirare la norma invocando motivi religiosi o filosofici. Le esenzioni si sono moltiplicate a partire dalla pandemia di covid-19, che è stata accompagnata da un netto aumento della disinformazione sui vaccini.

Prima dell’avvento del vaccino, all’inizio degli anni sessanta, il morbillo causava ogni anno la morte di centinaia di bambini negli Stati Uniti. Ancora oggi provoca decine di migliaia di morti nel mondo.

La malattia non ha una cura specifica, ma i vaccini si sono dimostrati strumenti di prevenzione sicuri ed efficaci. Le persone non vaccinate che contraggono il virus rischiano gravi complicazioni, tra cui danni neurologici permanenti, cecità e morte.

“Dopo gli ultimi due decessi in Pennsylvania è impossibile negare che negli Stati Uniti sia in corso una crisi del morbillo”, afferma il mensile statunitense The Atlantic, che prosegue: “Gli attivisti no-vax hanno messo in dubbio la responsabilità del virus nei decessi, preferendo puntare il dito contro patologie preesistenti ed errori medici”, nonostante tutte le vittime siano risultate positive al morbillo. “Quello che sfugge agli epidemiologi da salotto è che un’eventuale vulnerabilità delle vittime all’infezione non rende le loro morti per morbillo meno reali”, sottolinea.

“Quattro decessi in circa un mese dimostrano che in Pennsylvania è in corso un’epidemia grave”, afferma il mensile. “Il dipartimento della salute locale ha registrato 693 casi, 99 dei quali la scorsa settimana. Ma considerando che il morbillo uccide da uno a tre bambini ogni mille contagiati, il dato reale potrebbe essere decisamente più alto. Molti casi con sintomi lievi non vengono segnalati alle autorità e molti malati, soprattutto nella comunità amish, rifiutano di sottoporsi ai test”.

L’Atlantic ricorda che in molte aree degli Stati Uniti i tassi di vaccinazione dei bambini che vanno all’asilo sono scesi ben al di sotto del 95 per cento necessario a garantire la cosiddetta immunità di gregge. “Eppure”, prosegue, “il segretario alla salute Robert Kennedy Jr sembra più interessato a guadagnare consensi che a contrastare il calo dei tassi di vaccinazione. Ma questo non deve sorprendere perché in passato ha dimostrato di essere un più attivo sostenitore del morbillo – al quale ha attribuito erroneamente il merito di prevenire il cancro e le malattie cardiache – che del vaccino in grado di sconfiggerlo”.

Il caso del Bangladesh

L’aumento dei casi di morbillo non è un problema solo statunitense. Negli ultimi anni vari paesi ad alto reddito, tra cui Canada, Regno Unito, Spagna e Austria, hanno perso lo status di “eliminazione della malattia” certificato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Più in generale, epidemie di morbillo sono in corso in molte regioni del mondo, soprattutto in Asia e in Africa, a causa del calo della copertura vaccinale.

Secondo i dati dell’Oms, il paese con il maggior numero di contagi è attualmente il Bangladesh, seguito da India, Yemen, Messico e Pakistan. L’Oms stima che nel 2026 quasi undici milioni di persone si ammaleranno di morbillo.

Nei giorni scorsi le autorità del Bangladesh hanno annunciato che più di mille bambini sono morti a causa dell’epidemia di morbillo in corso nel paese.

“Più di 19,8 milioni di bambini sono stati vaccinati durante una campagna di emergenza, ma i contagi sono ancora più di mille al giorno”, afferma la Bbc. “Secondo l’Oms, il paese asiatico ha registrato 194mila contagi da marzo, il dato più alto del mondo”.

L’emittente britannica prosegue: “Nel marzo scorso l’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ndr) aveva definito il focolaio iniziale in Bangladesh una ‘tempesta perfetta’, causata da una combinazione di alta densità di popolazione e crollo delle vaccinazioni dopo la pandemia di covid-19. Prima ancora l’agenzia aveva avvertito che nel paese c’era una grave carenza di dosi del vaccino dovuta alla decisione del presidente ad interim Muhammad Yunus di rinviare le ordinazioni”. Nel 2025 il governo aveva infatti deciso d’interrompere la collaborazione con l’Unicef per cercare nuovi fornitori, ma la mossa non aveva dato i risultati sperati. Le autorità bangladesi avevano poi ripreso i contatti con l’Unicef in un momento in cui il suo partner Gavi, un’alleanza globale pubblico-privata per l’accesso alle vaccinazioni nei paesi a basso reddito, era in difficoltà a causa di tagli ai finanziamenti.

“Il Bangladesh è particolarmente vulnerabile anche perché la malnutrizione infantile, molto diffusa nel paese, aumenta il rischio di complicazioni e decessi in caso di morbillo”, conclude la Bbc.

La situazione si sta aggravando anche in Mozambico, dove un’epidemia di morbillo era stata dichiarata nel luglio 2025. “Negli ultimi cinque mesi i casi sono quasi quadruplicati, arrivando a 2.595, con quattro decessi”, afferma Beacon, una piattaforma globale open-source per la sorveglianza delle malattie infettive. “La provincia di Nampula, nel nordest del paese, è la più colpita, con quasi metà dei contagi e la totalità dei decessi”.

Le cause

“Perché milioni di persone continuano ad ammalarsi di morbillo nel 2026?”, titola il sito d’informazione The Conversation.

“I fattori all’origine delle epidemie di morbillo variano da un paese all’altro, ma quello comune a tutti è la riduzione dei tassi di vaccinazione. Dato che la malattia è altamente contagiosa, i tassi devono superare il 95 per cento per garantire l’immunità di gregge. Una dose di vaccino fornisce una discreta protezione, ma le autorità sanitarie ne raccomandano due”, afferma The Conversation.

“La maggior parte dei paesi ad alto reddito ha tassi vicini all’obiettivo del 95 per cento. In Europa, per esempio, il tasso medio di copertura con una dose di vaccino è pari a circa il 94 per cento e con due dosi a circa l’88 per cento. Ma nei paesi a basso reddito solo l’80 per cento dei bambini ha ricevuto almeno una dose del vaccino e solo il 70 per cento ne ha ricevute due”, prosegue.

E conclude: “Per eliminare il morbillo servono strategie diversificate. Per i paesi a basso e medio reddito, la priorità dovrebbe essere aumentare i finanziamenti per l’alleanza Gavi e per altre iniziative globali, in modo che l’offerta possa soddisfare la domanda. Nei paesi ad alto reddito, in cui l’immunizzazione è in calo nonostante la disponibilità di vaccini, bisogna invece intraprendere l’arduo compito di rafforzare la fiducia dei genitori nelle campagne di vaccinazione”.

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