Il mio quartiere ideale

28 aprile 2014 16:00

Tobias Frere-Jones, frerejones.com

Durante l’ottocento a New York c’era un quartiere della tipografia. Cosa c’era di tanto importante in quella zona?

Copertine dei cataloghi delle fonderie James Conner’s Sons (1891) e Farmer, Little & Co (1882)

Adoro i vecchi specimen tipografici. A qualunque fonderia o periodo appartengano, hanno su di me un effetto ipnotico. Di solito, però, non mi soffermo sulle copertine, perché il bello viene dopo: i caratteri estremamente piccoli, i font di grandi dimensioni, gli esempi che mostrano le possibili applicazioni, con vari livelli di ricercatezza. Per questo c’ho messo un po’ a notare un aspetto comune ai vari cataloghi delle fonderie newyorchesi, in particolare durante l’ottocento.

Indirizzi sui cataloghi delle fonderie Bruce, Conner e Farmer

Dagli indirizzi, le fonderie risultano essere vicine, davvero molto vicine. Alcune distano meno di un isolato l’una dall’altra. Fermiamoci un attimo e cerchiamo di capire.

Ho ripreso Type foundries of America and their catalogs, il libro di Maurice Annenberg che raccoglie gli indirizzi delle fonderie di quel periodo, e ho passato un sacco di tempo su Google Earth. Sono riuscito a identificare la posizione di ogni fonderia attiva a New York tra il 1828 (l’anno a cui risalgono i primi documenti completi di indirizzo che ho trovato) e il 1909. Tutti gli edifici sono stati demoliti, e in alcuni casi l’intera strada non esiste più. Ma ne è venuto fuori un quadro sorprendente: in quel periodo, New York aveva un quartiere della tipografia.

Le fonderie di New York, 1828-1909

Ma perché erano concentrate in una zona e non sparse per la città come le altre attività commerciali? Questo non era il vecchio insediamento olandese di Nuova Amsterdam, raccolto sulla punta meridionale dell’isola di Manhattan. A metà dell’ottocento la città si estendeva su una lunghezza di quattro chilometri, ed era pienamente sviluppata fino alla Quattordicesima strada. I terreni dovevano costare meno nelle zone a nord, dove erano presenti altri tipi di fabbriche. Ma anche nel momento in cui le fonderie cominciarono a svilupparsi e unirsi, rimasero nella stessa area. Cosa c’era di tanto importante in quel quartiere?

*Fonderia A. D. Farmer & Son, 1897 circa *

La mia ipotesi, su cui andrebbero fatte maggiori ricerche, è che volevano rimanere vicine ai giornali. A quell’epoca, New York aveva decine di giornali con sede, per la maggior parte, intorno a Park Row - da cui “Newspaper Row”, il soprannome dato in seguito a quella zona. I tipografi componevano diverse copie per ogni edizione, e alcuni giornali avevano più uscite nell’arco della giornata.

I caratteri mobili venivano fabbricati da una lega tipografica di piombo, stagno e antimonio. Il basso punto di fusione dello stagno rendeva la lega facile da lavorare, mentre gli altri metalli davano durezza e stabilità. Ma nonostante la precisione chimica, i caratteri si consumavano comunque. E i delicati caratteri vittoriani con piccole dimensioni (sei e sette punti erano dimensioni comuni per i testi) non sopportavano lunghe ore di utilizzo. I giornali piazzavano ordini cospicui e frequenti per tenere attive le sale della composizione e stampare le copie. Per questo le fonderie rimasero vicine ai loro migliori clienti.

Newspaper Row e il New York City Hall, 1900 circa

I giornali, invece, si raccoglievano intorno al loro maggior bersaglio e avversario: il New York City Hall, il municipio. Questo era stato stato costruito all’inizio dell’ottocento sui “Commons”, terreni comuni in un’ampia zona periferica a nord. La città si sviluppò così rapidamente che quando l’edificio fu completato, nove anni dopo l’inizio dei lavori, il New York City Hall si trovava perfettamente all’interno dell’area urbana.

Le fonderie, il New York City Hall e i principali giornali di New York

Sembra quindi che il “quartiere tipografico” di New York finì in questa zona per una pura coincidenza storica. Se il governo locale avesse cercato la sua sede definitiva dieci, trenta o cinquanta anni dopo, il New York City Hall si troverebbe da un’altra parte, e di conseguenza i giornali e le fonderie tipografiche.

Post scriptum. Circa la metà delle fonderie newyorchesi si associarono all’American Type Founders (Atf) quando si formò nel 1892, e le altre società furono acquisite entro il 1909. L’Atf accorpò dopo poco tutte le attività a Jersey City, e il distretto tipografico sparì. In tutto questo trambusto, una fonderia giovane e dinamica si trovava dall’altra parte del fiume, a Brooklyn. Ma di questo parleremo in un altro post.

(Traduzione di Caterina Benincasa)

Tobias Frere-Jones è un designer di font che vive negli Stati Uniti. Da 25 anni i suoi caratteri tipografici sono usati in tutto il mondo, e fanno parte della collezione permanente del Victoria & Albert Museum di Londra e del Museum of Modern Art di New York. Dal 1996 insegna alla Yale School of Art e nel 2013 ha ricevuto una medaglia al merito dell’American Institute of Graphic Arts. Questo articolo è uscito sul sul blog con il titolo My kind of neighborhood.

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