24 febbraio 2017 19:00

Arca, Piel
Il venezuelano Alejandro Ghersi, in arte Arca, è uno dei nomi più importanti dell’elettronica contemporanea. È un genietto, che ha creato un’elettronica futurista e distopica. I suoi primi due album, Xen e Mutant, erano fatti soprattutto di brani strumentali. Con il nuovo disco, che uscirà il 7 aprile, Arca è destinato a spiazzare ancora. Anzitutto perché ha deciso di cantare, come aveva già fatto a novembre al Club to Club di Torino. I due nuovi brani, Piel e Anoche, sono due ballate spettrali, in cui la voce melodrammatica di Arca è accompagnata da feedback dissonanti e sintetizzatori cupi. Piel, il migliore dei due inediti, sembra quasi influenzato dalla musica da camera, mentre Anoche fa pensare alla Björk di Homogenic. Alejandro Ghersi si conferma uno dei talenti più visionari e interessanti dell’elettronica contemporanea.

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At The Drive In, Governed by contagions
Verso le fine degli anni novanta, gli At The Drive In sono stati una boccata d’aria fresca in mezzo all’invasione del nu metal, uno dei generi più nefasti mai nati sulla faccia della terra. Non che non ci fossero buone band nel nu metal (i Korn, i Limp Bizkit e i Deftones hanno fatto dei dischi discreti, per esempio), ma il problema è che spesso in quegli anni in radio e in tv capitava di imbattersi in cose come questa. A un certo punto, per fortuna, spuntò fuori la band di Cedric Bixler e Omar Rodríguez. Relationship of command è stato un album che dimostrava cosa volesse dire il punk negli anni duemila (non è un caso che in studio con la band ci fosse anche un certo Iggy Pop). Dopo lo scioglimento e diciassette anni di silenzio, la band texana tornerà ad aprile con un nuovo disco, intitolato In•ter a•li•a (che in latino significa “tra le altre cose”). A giudicare dai primi due inediti (uno è questo, l’altro è Incurably innocent), il gruppo è ancora bellicoso come una volta.

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Visible Cloaks, Valve
I Visible Cloaks vengono da Portland e hanno un approccio originale alla musica. Il loro nuovo album si chiama Reassemblage e prende il titolo da un film sperimentale sul Senegal post coloniale della regista vietnamita T. Minh-ha Trinh. Reassemblage era costruito in modo volutamente frammentario, senza voce narrante, in contrapposizione ai classici documentari cinematografici. Lo spettatore non aveva punti di riferimento e si perdeva nel suo flusso di immagini. L’obiettivo della regista era far capire che non ha senso raccontare una cultura diversa dalla nostra se manteniamo sempre e solo il nostro punto di vista. I Visible Cloaks hanno cercato di fare la stessa cosa con la musica elettronica, mescolando in modo frammentario, analogico e digitale, suoni occidentali e orientali, pop giapponese e musica ambient. Quella che ai primi ascolti può sembrare solo un’accozzaglia di suoni, piano piano si delinea come un paesaggio sonoro complesso e affascinante.

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Lillie Mae, Over the hill and through the woods
Chi ha visto Jack White dal vivo (esperienza da consigliare a chiunque ascolti rock e dintorni), non ha potuto non notare la bravura di Lillie Mae Rische, la violinista, mandolinista e cantante che affiancava il chitarrista statunitense e duettava con lui nel brano Temporary ground. Nei mesi scorsi Lillie Mae ha fatto un disco, prodotto ovviamente da Jack White per la sua etichetta, la Nashville Third Man Records, che si intitola Forever and then some e uscirà il 14 aprile. Il titolo del primo singolo, il brano country rock Over the hill and through the woods, cita i Led Zeppelin, un grande amore di Jack, e ricorda da vicino le atmosfere dei primi due album solisti dell’ex mente dei White Stripes.

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Ride, Charm assault
Il revival dello shoegaze continua. Dopo il ritorno dei My Bloody Valentine e degli Slowdive, è pronto anche il nuovo album dei Ride, una delle band britanniche che hanno animato il genere negli anni novanta, pubblicando album importanti come Nowhere. La band guidata dal chitarrista Andy Bell, che per anni è stato il bassista degli Oasis, negli anni scorsi aveva fatto una serie di concerti, suonando anche a festival fuori dal Regno Unito come il Primavera sound. La band in estate sarà ospite anche dell’Ypsigrock, uno dei migliori festival in Italia. Peccato che, ascoltando i nuovi brani, sembra che il suono dei Ride non sia invecchiato troppo bene. Aspettiamo l’album per la sentenza definitiva.

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