A dar retta a internet, il maschio alfa si riconosce da alcuni tratti indispensabili: mascella squadrata, sopracciglia aggrottate, muscoli definiti, bitcoin, frigo pieno di carne cruda. Sono questi gli elementi che caratterizzano un uomo capace di soggiogare ogni femmina nel raggio di vari chilometri. La fonte è del tutto affidabile: gli influencer.

Bene. In questa storia c’è già una cattiva notizia: l’esistenza del maschio alfa è contestata dagli stessi scienziati. Il termine proviene dagli studi sui lupi. Se immaginate mute formidabili che attraversano la steppa, vi fermo subito. Gli studi riguardavano lupi allevati in cattività, dentro a uno zoo. È nel 1947 che lo svizzero Rudolf Schenkel (1914-2003), specialista del comportamento animale, inventa i termini alfa, beta e omega, tanto per i maschi quanto per le femmine. La classificazione sarà poi diffusa nel 1970 dallo zoologo David Mech, il quale disconoscerà i propri lavori a distanza di tre decenni.

L’organizzazione sociale dei lupi è assai più complicata di così, per tacere di quella degli esseri umani.

Questa classificazione sarebbe potuta cadere nell’oblio, non fosse stato per l’emergere del maschilismo. Dalla fine degli anni novanta il movimento maschilista si è impossessato del concetto di maschio alfa per proporre un modello di virilità “naturale”, che si rifà a uno stile di vita “autentico” ispirato a un passato ideale (la preistoria, l’antica Roma, il medioevo). Ai giovani uomini curvi sull’ultimo videogioco di Mario Kart, gli influencer maschilisti hanno venduto il sogno del lupo selvaggio, che ingravida tutte le femmine della muta. E sono stati ascoltati.

Dagli anni dieci del nuovo millennio l’interesse per i maschi alfa su Google è raddoppiato, con un netto aumento subito dopo la pandemia di covid-19 e un picco nel 2023, secondo Google trends. È il momento della gloria per gli influencer ultraviolenti come Andrew Tate.

Il fenomeno prosegue su Instagram e TikTok. Ispira un’infinità di corsi che mescolano coaching, fitness e nutrizione: tre ossessioni da ragazze, se mi concedete quest’osservazione perfida. Nel momento in cui scrivo queste righe, il biglietto d’ingresso per diventare un maschio alfa è di 997 dollari (circa 850 euro). O quantomeno è questa la tariffa proposta se si clicca sul primo risultato di Google.

È costoso, difficile e richiede un sacco di tempo. Ma funziona? La domanda sorge perché gli influencer presentano le loro “ricerche” come scientifiche. In ogni video non si parla d’altro che di livelli di testosterone, di proteine misurate in grammi, di biologia, di neurologia, di donne “riprogrammate” per soccombere ai fondamentali dell’uomo alfa: mascolinità, muscolatura, dominanza. La sessualità è presentata come una ricompensa che conferma l’adesione a un archetipo ultravirile.

Muscoli e trofei

Ma non è così scontato. Prendiamo la questione dei tratti fisici. Secondo uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista della British psychological society, tre uomini su cinque hanno l’impressione che il loro aspetto non sia sufficientemente maschile. Si tratta di un complesso perfettamente inutile, dato che gli uomini sovrastimano l’attrattiva che esercita sulle donne un viso dai tratti virili.

Le mascelle troppo squadrate, le sopracciglia troppo basse, gli zigomi troppo sporgenti fanno crollare le curve della desiderabilità. Queste conclusioni non sono legate a una femminilizzazione della nostra società, che punterebbe a evirare gli uomini. Si tratta semplicemente di abitudine: gli esseri umani tendono ad apprezzare i visi “medi”. Quindi non è necessario farsi spaccare le mascelle a colpi di martello, come pare facciano certi giovani maschi.

E ora parliamo dell’espressione del viso. Gli influencer alfa hanno sempre l’aria incazzatissima, probabilmente perché hanno fatto colazione masticando chiodi arrugginiti. È vero che più un viso è arrabbiato più è percepito come virile. Ma nelle donne questa mascolinità rabbiosa è sentita come un segno di aggressività, cosa che spinge a evitare quelle persone. A ciò si può ovviare, semplicemente, sorridendo. Più un viso è virile, più le donne lo trovano attraente se vi si aggiunge un sorriso.

Che dire invece dei muscoli? La forza fisica è un pilastro degli influencer alfa, molti dei quali sembrano vivere a petto nudo. Stavolta la scienza gli dà ragione. I muscoli sono correlati in modo diretto al desiderio femminile, specialmente quelli situati nella parte superiore del corpo. Alcuni studi mostrano che le donne preferiscono gli uomini molto muscolosi per le relazioni a breve termine, e quelli ragionevolmente muscolosi quelle durature.

A questo va aggiunto il boom del body building tra i ragazzi, e il fatto che negli ultimi decenni l’ideale maschile è molto cambiato, con l’emergere di corpi assai scolpiti, nei film hollywoodiani ma anche su TikTok o nelle immagini generate dall’intelligenza artificiale. Se il desiderio delle donne è influenzato dall’ambiente culturale in cui vivono, le palestre faranno soldi a palate ancora per un bel pezzo.

Infine, per quanto riguarda il predominio maschile, uno studio condotto nel 2008 dalla California state university di Los Angeles mostra che le donne gli preferiscono il prestigio, purché quest’ultimo sia fondato su competenze specifiche e non sulla forza. L’unico ambito in cui le donne apprezzano la superiorità è nelle competizioni sportive tra uomini. Applicato alla coppia, il concetto diventa respingente, ancora di più quando si tratta di creare una relazione a lungo termine. Quindi l’uomo ansioso di “conquistare” una femmina farebbe bene a mostrarsi gentile e servizievole.

Bilancio finale: a parte il fatto che il maschio alfa è un’invenzione, la maggior parte dei consigli dispensati dai promotori di una mascolinità hardcore sono controproducenti dal punto di vista della seduzione. Fare il bestione macho non garantisce il successo sessuale, tanto meno se si assumono steroidi, noti per i loro effetti secondari quali l’atrofia dei testicoli, la diminuzione delle prestazioni sessuali e la sterilità temporanea. Andare in palestra, invece, può rivelarsi utile, e ottimo per la salute.

Inoltre, dato che parliamo di seduzione, vorrei concludere con un’osservazione di puro buon senso. La maggior parte dei difensori della virilità alfa considera le donne come esseri inferiori e spregevoli, il che rende alquanto stramba la loro ricerca di nuove partner.

Nonostante la promessa di una sessualità ricca, nei video che ho potuto guardare non si accenna mai alle preferenze femminili: sono sempre degli uomini a parlare al posto delle donne. Ecco perché ho deciso di rivolgermi direttamente ai maschi alfa cacciatori di mammut, con un consiglio che sapranno capire: per colpire un bersaglio bisogna puntare nella sua direzione. Si può capire cosa interessi alle donne interessandosi alle donne. Ecco, spero che questo potrà aiutarvi. Potete inviare i vostri 997 dollari a Le Monde, che provvederà a versarmeli.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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