22 aprile 2020 17:14

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono cresciuto in una famiglia religiosa e ho perso la verginità all’imbarazzante età di 26 anni. In chiesa mi dicevano di preservarmi per il matrimonio e sono rimasto vergine finché a una festa non ho incontrato la donna che sarebbe diventata mia moglie. Mi sono detto ma sì, facciamolo. Stiamo insieme da otto anni. Io sono alto e magro, lei bassa e robusta. Come uno scemo ho creduto che l’importante fosse l’interiorità. Mia moglie è una persona dolcissima, la più affettuosa che abbia conosciuto, amo passare il tempo con lei, ma non provo la minima attrazione sessuale. Di conseguenza ho praticamente interrotto gli approcci sessuali, e le rare volte che facciamo l’amore lei gode due volte mentre io fatico a venire. So che è da superficiali e che la bellezza non è che un fatto esteriore, ma che ci posso fare se mi viene il panico anche solo a vederla nuda? Quando la aiuto a stendere il bucato__, mi intristisco perché nel suo guardaroba non c’è un indumento capace di rendermela attraente. Mi intristisco anche guardando le nostre vecchie foto insieme, perché so che più bella di così non sarà mai. Non aiuta il fatto che lei mi trovi bellissimo e lo dica spesso. Siamo al punto che mi trovo a desiderare qualsiasi donna che non sia mia moglie (comprese, ma non solo, parenti e amiche sue). Lei, tra parentesi, non è neppure interessata ad aprire la coppia o fare cose a tre, perché preferisce che io sia “tutto suo”. Non voglio chiederle di cambiare perché lei si piace così com’è, ma comincio a provare risentimento. Cosa devo fare? Come glielo dico? Esiste un modo per risolvere la situazione rimanendo un bravo marito?

–In The Shallows

È stato un vero sollievo arrivare in fondo alla tua lettera senza scoprire che avevate dei figli. Mi permette di consigliarti – con la coscienza pulita – di chiedere il divorzio e alzare il culo appena possibile. Ma non per il bene tuo, ITS, per tua moglie. Merita di meglio.

Dici che cominci a provare risentimento. Spero che il tuo risentimento sia rivolto alle persone di cui sei stato vittima, ITS, perché tua moglie non è tra queste. Dovresti prendertela con i tuoi genitori, ITS, e dai tanti ciarlatani sessuofobici che si spacciano per “leader religiosi”.

E dovresti prendertela con te stesso. So per esperienza quante stronzate può inculcare a un ragazzino un’educazione religiosa, ma quando hai conosciuto tua moglie a quella festa tu eri un adulto fatto e finito. Quella sera non ci saresti andato a letto – perdendo la verginità con un rapporto occasionale – se prima non avessi rigettato quasi in toto la tua educazione sessuale. Se hai potuto fare sesso fuori dal matrimonio, potevi anche trattenerti dallo sposare la prima persona con cui eri andato a letto.

Tua moglie, ovviamente, vorrà sapere perché la stai lasciando, ma il vero motivo tu non glielo dirai. Ti inventerai qualcosa. Che vuoi dei figli e lei no (o viceversa), che vi siete sposati troppo giovani (è vero), che hai dei problemi d’infanzia non risolti (e chi non). Non potrai risparmiare a tua moglie il dolore della separazione, ITS, ma puoi risparmiarle quello di sapere che la persona con cui va a letto da otto anni trova il suo corpo repellente. Un buon marito non lo puoi essere, ITS, ma puoi diventare un bravo ex marito. A tale scopo – diventare un bravo ex affettuoso su cui contare – non puoi andartene appiccandole il fuoco all’autostima.

E il corpo di tua moglie non è repellente. Non sei attratto da lei, ITS, e nessuno ti obbliga a trovare sessualmente attraenti le donne basse e robuste. Ma se il connubio alto-magro è spesso associato a un’idea di bellezza più convenzionale, ITS, non a tutti piacciono le persone alte e magre. C’è chi è attratto da quelle basse e robuste e chi al fisico è del tutto indifferente. Tua moglie merita la possibilità di trovare qualcuno che sia realmente attratto da lei. E comunque meglio la solitudine che passare decenni con una persona che ti evita fisicamente.

Per la cronaca: l’interiorità conta. Ha un peso. Se ti mettessi con una persona dalla bellezza più convenzionale – più corrispondente alla tua idea di “bona” – e con il passare del tempo questa si rivelasse una stronza (se maltrattasse i camerieri, facesse violenza psicologica, votasse Trump, eccetera), la tua attrazione per lei andrebbe scemando. Ti conviene cercare – non è detto che la trovi, ITS, ma è il massimo in cui puoi sperare – una combinazione di bona fuori (soggettivo e personale) e buona dentro. Perché più stai con una persona, ITS, più la bontà interiore diventa importante. Il tempo è un fottuto tritacarne che fa a pezzi chiunque. Se la tua idea di bona ha la meglio su tutto il resto, corri il serio pericolo di passare decenni con una persona non più bona per ragioni di età, e che buona non è mai stata.

(Illustrazione di Francesca Ghermandi)

Sono un lettore di vecchia data e vorrei un consiglio. Studio medicina, sono arrivato negli Stati Uniti a 18 anni per andare all’università e mi sono fermato. Adesso di anni ne ho 25 anni, e sto con il mio fidanzato da poco meno di tre. Siamo più o meno monogami e da due anni conviviamo. Qui negli Stati Uniti sono gay dichiarato, ma a casa in Brasile nessuno lo sa. Il mio paese, come forse saprai, con il sesso ha uno strano rapporto. Siamo considerati – perlopiù a ragione – molto aperti, ma la nostra cultura è profondamente omofobica. Il mio fidanzato insiste perché faccia coming out, ma io ho paura perché alla famiglia tengo molto.

–Fears A Massive Implosion Likely, Yet…

I tuoi familiari per te sono importanti, e dichiarandoti hai paura di perderli. Ma se non lo fai li perderai di sicuro. Perché per tenergli nascosta la tua vita – per nascondergli il tuo fidanzato – dovrai tagliarli fuori. All’inizio saranno piccoli dettagli, FAM, ma col passare del tempo le cose da nascondere diventeranno tante. Le bugie si accumuleranno, e la distanza dalla famiglia aumenterà. A un certo punto ti accorgerai di non conoscerli più, e che loro non conoscono te perché non puoi rischiare di farti conoscere. Insomma, per evitare di essere respinto, li avrai respinti. Avrai perso la tua famiglia. Lo so, lo so: è un pensiero che fa paura. Feci coming out con i miei genitori, cattolicissimi, da adolescente. Ero terrorizzato. Ma se non mi accettavano per quello che ero – se non potevo contare sul loro amore e sul loro sostegno – che senso avevano nella mia vita?

P.S. Nessuno ama fare da scheletro nell’armadio. Al tuo fidanzato deve far male vedere che la persona che sostiene di amarlo è più interessata alla presunta omofobia dei familiari (che potrebbero reagire meglio del previsto) che ai suoi sentimenti e alla sua dignità. Non dichiarandoti, FAM, rischi di perdere non solo la tua famiglia di nascita, ma anche quella che ti sei creato con il fidanzato.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.