13 aprile 2022 16:54

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Bisessuale in coppia aperta/semimonogama con maschio etero. Alcuni amici che praticano lo scambismo ci invitano a festini e serate di gruppo. Durante una di queste, che occupava tutto un albergo, si sono presi la gonorrea, cosa che hanno scoperto solo dopo aver organizzato un festino con venti persone. Nel gruppo è quindi esplosa un’epidemia di gonorrea, perlopiù orale, visto che per la penetrazione usiamo tutti il preservativo. Noi ci stiamo curando, ma io sono un po’ turbata. Più di tutto, m’infastidisce come gli altri prendono la cosa sotto gamba! Uno di loro è arrivato a definirlo un “inconveniente” e paragonarlo a un “comune raffreddore” (ma siamo scemi?). È vero che alcune infezioni sessualmente trasmesse (Ist) si curano facilmente, ma la gonorrea ha sviluppato resistenza a quasi tutti gli antibiotici, e infezioni come l’herpes, il papilloma virus o l’hiv sono ovviamente ben più serie e permanenti. Loro non intendono rifarsi gli esami dopo l’iniezione, e già organizzano serate di gruppo per le prossime settimane, il che mi inquieta. Non so se voglio continuare a frequentarli, se non cominciano a prendere più sul serio cose come le malattie veneree. Ecco le mie domande. Io sono risultata negativa (mentre il mio compagno positivo), ma dopo la cura non dovremmo tutti rifarci il test? Specie se è una malattia che resiste agli antibiotici? Se decidiamo di non frequentare più questo gruppo per il loro atteggiamento sulle malattie veneree, come facciamo a rimanere nell’ambiente? Temiamo di non poter più partecipare alle serate e di perdere i contatti, perché le persone che conosciamo ce le hanno presentate loro, e ci facevano invitare alle serate.

– Completely Lost About Panicking

“La gonorrea della gola è la più difficile da curare”, risponde la dottoressa Ina Park. “Ecco perché chi la prende attraverso il rapporto orale deve ripetere l’esame dopo due settimane, e nel frattempo astenersi dal sesso orale. Quanto alle infezioni genitali e del retto, il tasso di guarigione dalla gonorrea è ancora sufficientemente alto da non richiedere controlli successivi come prassi”.

La dottoressa Park insegna medicina familiare e comunitaria all’università della California San Francisco, CLAP, ed è anche consulente per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse per i Centri di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc). E pur pensando che i vostri amici sbaglino a non rifare il test dopo la cura per una gonorrea orale, a te spiega che sulla gonorrea ti sbagli.

“La gonorrea si può ancora facilmente curare con un’iniezione di antibiotico, il ceftriaxone, per il quale in Nordamerica non esiste o quasi resistenza”, dice. Il che non significa che la gonorrea non sia una cosa seria o non possa aggravarsi. “Esiste, tra chi studia queste infezioni, il timore che prima o poi possa diffondersi un ceppo multiresistente, ma per fortuna non è ancora successo”, prosegue Park. “La brutta notizia è che più della metà dei ceppi di gonorrea che circolano negli Stati Uniti ha sviluppato resistenza ad almeno una classe di antibiotici che la curava efficacemente. Ora ce n’è uno nuovo in fase di sperimentazione avanzata, ma al momento nulla che si possa usare qualora la terapia standard non dovesse funzionare”.

Il che non è ancora successo, CLAP, per il momento. Il che significa che tu e il tuo compagno e i vostri amici di sesso – se vi curate e ripetete l’esame tra due settimane – potrete liberarvi della gonorrea.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Detto questo, i vostri amici minimizzano – la gonorrea non va paragonata al raffreddore – ma voi ingigantite. Anche se nessuno va a una serata di scambisti con l’obiettivo di prendersi una malattia venerea, qualsiasi rapporto al di fuori di una relazione stabile e sessualmente esclusiva, CLAP, comporta un rischio di contrarre o trasmettere un’Ist. E siccome le coppie si tradiscono, nemmeno un rapporto “stabile e sessualmente esclusivo in teoria ma non in pratica” garantisce di non prendersela. L’unico modo per eliminare il rischio di contrarre un’Ist è non fare mai più sesso con nessuno, CLAP, nemmeno con il tuo compagno.
Se i piaceri dei sex party non valgono un maggior rischio di contrarre Ist, non ci andate. La coppia può rimanere aperta, CLAP, ma dovrete essere molto più selettivi e sottoporre i candidati al sesso a parecchi controlli. Dovrete chiedergli di farsi gli esami delle Ist, mostrarvi la prova che sono negativi, e prima di incontrarvi astenersi dal sesso con altri per qualche settimana.

E temo di doverti informare che queste persone potrebbero mentire, quando vi diranno di non aver scopato con altri dal giorno in cui hanno fatto gli esami e quello, settimane dopo, in cui vi incontreranno, proprio come a volte mentono le persone in coppia monogama. In pratica, CLAP, per essere certi che in quel periodo non scopino con altri dovrete chiuderli in cantina.

Cambiare giro – frequentare serate scambiste organizzate da gente che non vi ha ancora attaccato la gonorrea – non è la bacchetta magica che potete pensare. Se uno frequenta regolarmente sex party in cui scopa con venti persone diverse, si espone al papilloma virus con regolarità, e sa di avere un’altissima probabilità di beccarsi l’herpes (se non vi siete vaccinati contro il papilloma virus, fatelo). Se usate il preservativo senza eccezioni e nel modo corretto, e a queste serate gli uomini non fanno sesso tra di loro (in genere no, essendo eventi riservati alle coppie eterosessuali), il rischio di contrarre l’hiv è molto, molto ridotto. Quello di contrarre gonorrea, sifilide o clamidia attraverso il rapporto orale si riduce usando il preservativo o una pellicola di latex per il cunnilingus e l’anilingus, ma le infezioni che si trasmettono con il contatto epidermico sono quasi inevitabili, quando venti persone si ammucchiano su dieci materassi sparsi per un salotto.

Se non tollerate questi rischi o rischiate di andare in crisi se e quando vi beccherete un’altra Ist, CLAP, allora i sex party non fanno per voi.

Tra l’altro: è la settimana delle sensibilizzazione sulle malattie sessualmente trasmesse! Niente di meglio, per celebrarla, che leggere il libro di Park Strange bedfellows: adventures in the science, history, and surprising history of Std. Il New York Times l’ha definito “divertente e gioioso”, elogiando la capacità di Park di “disinnescare i pregiudizi che circondano queste malattie” con lo strumento dell’ironia e della compassione. È un libro bellissimo che consiglierei a chiunque, CLAP, ma soprattutto a te!

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Mi sono appena trasferita a New York, dove vivo con un amico dell’università. Lui è gay, io etero, abbiamo entrambi sui vent’anni. L’appartamento è piccolo e spesso lo sento mentre fa sesso (immagino che anche lui senta me quando lo faccio). Più e più volte ho sentito i suoi partner dargli del “frocio” durante il sesso, cose come: “Succhiamelo, frocio”. È una cosa che i gay fanno? Ho chiesto al mio amico, che però ha risposto solo “a me piace un sacco” e ha cambiato subito discorso. Mi fido della sua parola: a lui piace un sacco. Ma perché? Non capisco.

– Concerned Over Name-Calling Eroding Roommate’s Necessary Esteem Daily

Sono cose che non ti riguardano, CONCERNED, ma cerco di spiegarti.

Quando un gay, sfilando l’uccello dalla bocca del fidanzato o del marito o del contatto Grindr, gli dà del “frocio”, non è un insulto. Come un vaccino con una minuscola traccia (inattiva) di un virus mortale, la parola “frocio” – usata tra maschi omosessuali che fanno sesso in modo consensuale – conserva certamente una qualche traccia di un insulto molto aggressivo. Ma anziché esserne spaventati o umiliati, è come se i due gay in questione rafforzassero la propria immunità. Perché non solo la parola “frocio” quando siamo tra noi non può ferirci, ma possiamo usarla a nostra volta, per divertirci e per godere. In quel momento, CONCERNED, “frocio” non è più un insulto. È una rivendicazione.

Ciò detto, non tutti i maschi gay amano gli insulti degradanti e il fatto che qualcuno si ecciti a dire “frocio” a letto non dà il diritto agli etero di usare quella parola. Ma se tu la senti ogni volta che il tuo coinquilino invita qualcuno, CONCERNED, di una cosa puoi star certa: non è casuale. Agli uomini che si fanno fare un pompino dal tuo amico dandogli del frocio non scappa. Lo dicono su sua richiesta.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.