31 agosto 2022 17:15

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono un omosessuale di 29 anni, sobrio da poco meno di cinque. Durante il recupero ho dovuto lavorare parecchio su me stesso per imparare ad accettarmi e volermi bene dopo che da adolescente due genitori evangelici narcisisti mi hanno trascinato in terapia di conversione. Lo scorso maggio, agli incontri degli Alcolisti anonimi, ho conosciuto un ragazzo all’epoca sobrio da nove mesi. La sobrietà per lui ha coinciso con il coming out. Ha 27 anni, e ancora tante cose da elaborare. Ha lasciato la fidanzata qualche mese prima che ci conoscessimo e sono il primo uomo che frequenta. Inizialmente esitavo a mettermi con lui, date le premesse, ma poi ho deciso di buttarmi. I primi due mesi sono andati benissimo. L’intesa era ottima, così come il sesso, uscivamo insieme, eccetera. Poi, un mese fa, mi dice: “Sto scoprendo la mia sessualità e non voglio stare in coppia”. La mia prima reazione è stata fare un passo indietro, pensando che fosse finita. Eppure nulla è cambiato. Ha continuato con le dimostrazioni di affetto spontanee e mi ha perfino organizzato una festa di compleanno a casa sua, comprando le decorazioni. Una settimana dopo mi dice: “Mi si è spenta la scintilla romantica ma voglio comunque vederti, fare sesso, uscire insieme”. A spiazzarmi è più che altro lo scollamento tra parole e azioni. Devo accettare il rapporto per quello che è e cominciare a vedermi con altri? Il sesso è stupendo, ma sentimentalmente – dopo quattro mesi – mi sento molto coinvolto e non so se sia il caso di coinvolgermi ancora di più.

– Behaves Like A Boyfriend But Excludes Romantic Stamp

Dire a una persona di svincolarsi sentimentalmente è facile, BLABBERS. Farlo è difficile. Negli anni mi hanno scritto tante persone che con fatica tentavano di reprimere i propri sentimenti nei confronti di amanti che si erano comportati male. Gente che si struggeva per l’ex che si era scopato la sua migliore amica, che le aveva svuotato il conto in banca, e che si rifiutava di rispondere ai messaggi. Potrei anche dirti di continuare a scopartelo correggendo al ribasso le aspettative sentimentali, ma le probabilità che tu riesca a controllare i tuoi sentimenti – figuriamoci a reprimerli – mentre questo ti organizza le feste e ti succhia l’uccello sono prossime allo zero. Se continui a vederlo, le mazzate emotive – “Non voglio stare in coppia”, “Ho perso la scintilla” – si moltiplicheranno.

Ma allora che gli prende? Se si comporta da fidanzato e scopa da fidanzato, perché non vuole esserlo?

Forse sta ancora scoprendo la sua sessualità – forse è come ti dice – e ha paura che definire il rapporto, per esempio diventando fidanzati ufficialmente, finisca per limitarlo. È in effetti un recente rifiugiato da Eterolandia, e la maggior parte degli eterolandesi non concepisce l’idea che un rapporto sentimentale possa non essere sessualmente esclusivo (tranne quelli che leggono la mia rubrica e ascoltano il Lovecast!). “Dichiarato” non è sinonimo di “aggiornato”.

O forse non è gay.

Dici che si è dichiarato da poco, BLABBER, ma non cosa ha dichiarato di essere. Dici anche che il sesso con lui è stupendo, e ti credo. A volte un uomo scopre che gli piace fare sesso con altri uomini e pensa di non poter essere che gay; considera il fatto di godersi il sesso con gli uomini come lesivo dell’eterosessualità. E in effetti lo è. Ma non è lesivo della bisessualità. Se insomma lui si è dichiarato gay perché cos’altro poteva essere, se il tuo cazzo gli piaceva tanto, il fatto di non provare interesse sentimentale per te – e contestualmente provare ancora interesse romantico e/o attrazione sessuale nei confronti delle donne – potrebbe indicare che è un bisessuale eteroaffettivo (Be). Esistono, e possono mandare i maschi gay in confusione; se alcuni Be non vogliono avere niente a che fare con i partner sessuali maschi né prima né dopo il sesso, ad altri va bene essere “amici”. Questi Be – i Be disponibili a vedersi, uscire insieme, organizzarti compleanni a casa loro – non solo mandano i gay in confusione, ma a volte ci spezzano il cuore.

O forse lui sa che potreste fidanzarvi in modo non esclusivo (potresti averglielo spiegato tu), o forse è gay e non gli piaci quanto lui piace a te (succede anche questo, ahimè). Ma quali che siano i suoi problemi, BLABBERS, tu – mentre lui se li esplora/succhia/scopa/risolve – devi vedere altre persone. E se al momento frequentarlo è troppo doloroso – se vederlo ti fa troppo male -–non vederlo, non frequentarlo, non giocate a sedervi l’uno sul cazzo dell’altro. Con te lui è stato sincero e schietto, BLABBERS, e tu con lui devi esserlo altrettanto. Fare cose da fidanzati con un ragazzo che non solo ti dice di non essere il tuo fidanzato, ma nemmeno prova sentimenti per te – quel divario che percepisci tra le sue azioni e le sue parole – ti renderà molto infelice se non riesci a svincolarti sentimentalmente, BLABBERS, e probabilmente non ci riuscirai. Digli che non sei arrabbiato, che non lo detesti e che ti piace ancora molto. Perché il problema è quello: ti piace molto più di quanto tu piaccia a lui. Per quanto apprezzi la sua compagnia, per quanto apprezzi il suo uccello, continuare a vederlo o a scoparci equivarrebbe a infilare la tua autostima in un tritatutto emotivo.

P.S. Complimenti per la sobrietà. Spererei che a un certo punto i tuoi genitori si fossero scusati, ma immagino di no, visto che non solo sono evangelici, ma pure narcisisti.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Sono un ragazzo gay di città. Ho fatto sesso a tre con due uomini sposati e non è andata bene, per usare un eufemismo. Mi hanno chiesto di andarmene prima ancora che qualcuno di noi venisse (è stato prima dell’epidemia di vaiolo delle scimmie, Dan, quella predica puoi saltarla). Entrambi mi hanno poi contattato separatamente per scusarsi e propormi un incontro a due, a patto che rimanesse segreto. Essendo loro dei gran boni e io una gran zoccola, e non avendo legami matrimoniali, ho accettato. Dopodiché è successa una cosa assurda: una volta scopato, entrambi mi hanno confessato di essere infelici del matrimonio, e che dovrebbero lasciarsi e divorziare, ma che per l’altro la fine sarebbe devastante. Mi sembra di avere in tasca un biglietto magico – la verità – che permetterebbe loro di abbandonare un matrimonio infelice. Dico a entrambi cosa mi hanno detto?

– Sharing Largely Unvarnished Truths

No.

***

Qualche tempo fa, nel tuo podcast, hai parlato di sesso consensuale tra uomini usando il verbo “giocare” anziché “scopare”, che poi è quel che è. Quando hanno cominciato a circolare i termini “top” e “bottom” [che noi traduciamo come “attivo” e “passivo” ma letteralmente sono più vicini a “su” e “giù”, ndt] mi hanno dato fastidio, un po’ per la loro venatura gerarchica – gli uomini che amano farsi scopare non sono già abbastanza oggetto di insulti, derisione e pregiudizio? – ma anche per l’infantilizzazione dei termini con cui si parla di sesso tra adulti. E questa irritante tendenza gay a imbellire in modo infantile il lessico delle nostre vite sessuali continua a crescere! Non so se hai mai ascoltato il podcast “Gayish”, ma nell’insopportabile sigla della loro sezione notizie si parla di “orecchiette” e “boccucce”, altri vezzeggiativi infantili! Dopodiché sento te che dici “giocare” al posto di “scopare”, e scrivo per esprimere la mia disapprovazione. Sappiamo entrambi che due uomini che infilano l’uccello uno dentro l’altro non somigliano affatto a dei bambini che “giocano” con i Lego, le bambole o il tablet. Definire gli atti sessuali come “gioco” è un modo stupido per far sembrare il sesso tra uomini innocente, innocuo e non realmente sessuale. Ma poi perché? Perché il sesso tra uomini è una vergogna, è sporco e va tenuto nascosto altrimenti il bambino Gesù lo scopre? Termini come “giocare” esprimono disagio per i nostri desideri, nel tentativo di camuffarli, desessualizzarli e infantilizzarli. Ti prego di non usarlo più.

– Polite Lad After Your Earnest Response

Due (o più) uomini gay possono fare sesso senza che nessuno infili l’uccello in nessun altro (hai presente i “senza penetrazione”?). E dicendo “giocare” anziché “scopare”, PLAYER, spodestiamo la penetrazione dal vertice della gerarchia sessuale. Una delle cose che ho sempre ammirato degli uomini gay – una di quelle da cui gli etero avrebbero da imparare – è che un sacco di cose diverse contano, nel sesso e come sesso, quando a farle sono i gay. Penetrazione, sesso orale, masturbazione reciproca, frottage, fisting, bdsm con o senza penetrazione, masturbazione individuale, eccetera.

E se “giocare” può sembrare un po’ infantile, be’, io ritengo che gli adulti dovrebbero giocare di più, PLAYER, e non solo nel sesso. Poco fa ho attraversato un parco dove un nutrito gruppo di universitari – non esattamente dei bambini – giocavano a quidditich, che adesso non si chiama più così ma sono troppo pigro per cercare il nuovo nome. E nel mondo del bdsm da tanto tempo si usa il verbo “giocare” per definire le complesse “scene” progettate e realizzate da adulti gli uni per gli altri. “Play”, “scene”, “stage”: quando si tratta di kink, è il linguaggio teatrale a essere usato, non quello dei Lego.

Ma non tutte le parole vanno bene per tutti, PLAYER. Così come io sono libero di dire “giocare” parlando di atti sessuali – che possono o meno prevedere l’introduzione di uccelli (o la presenza di uccelli tout court), tu sei libero di trovarlo irritante, Sei libero perfino di dire agli uomini con cui giochi che l’uccello non glielo infilerai, qualora usino un verbo diverso da “scopare”.

P.S. Aspetta di scoprire come i gay under 30 chiamano oggigiorno il loro buco del culo.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.