Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Che ne pensi del fenomeno dei “passport bros”? Dopo il divorzio un mio amico passa metà dell’anno oltreoceano a frequentare donne. Ribadisce sempre che non si tratta di sfruttamento né di colonialismo, solo di un trucco per vivere meglio, dato che il suo reddito all’estero vale il triplo. Praticamente quando è lì può fare la vita dell’1 per cento più ricco del mondo. Spesso hai consigliato di trasferirsi in un’altra città o in un altro paese per ricominciare da capo, e lui sostiene che lo status conta ovunque, perciò tanto vale andare a vivere dove il tuo reddito e la tua condizione hanno più peso. Dice di essere sincero con le donne, nel senso che dichiara a tutte di non cercare niente di serio, ma secondo me non è sincero con se stesso sullo squilibrio di potere, specie nei paesi del sudest asiatico che visita. Lui è contro il movimento Maga, e in questo è convinto di distinguersi dai passport bros. Sostiene che a Los Angeles ci sia un’enorme disuguaglianza tra uomini e donne, e che le donne siano naturalmente attratte dai privilegi, che siano creati dall’istruzione, dalla carriera o dai soldi, quindi perché non approfittarne oltreoceano? Insomma, Dan: il mio amico è uno stronzo che se la racconta, o ha trovato il trucco definitivo per vivere meglio?

– Dude Unrigs Dating

Il tuo amico non prende aerei per il sudest asiatico perché vuole mangiare in ristoranti migliori, Dud. Ci va perché il suo status sale in proporzione alla povertà delle donne del luogo. Peggio stanno loro e meglio sta lui. Perciò, anche se il tuo amico vota i democratici ed è sincero sulle sue intenzioni con le donne che si scopa, sa bene – e tu non devi fingere di non saperlo – di sfruttare le donne che “frequenta”. Magari alcune lo vogliono solo per il suo corpo (ma per poterci mettere la mano sul fuoco dovrei vedere qualche sua foto a petto nudo), mentre le donne povere o poverissime se lo scopano perché lì fa una vita da 1 per cento, come la fanno quelle che se lo scopano quando è all’estero, anche se per poco.

Lui potrà anche sostenere che lo sfruttamento è reciproco – lui vuole i loro corpi, loro vogliono i suoi soldi – e continuare a proclamarsi sincero sulle proprie intenzioni, ma molte delle donne che se lo scopano sperano sicuramente di essere l’eccezione, cioè la donna che lo convincerà a impegnarsi, e che lui le tirerà fuori dalla povertà. E ci sono buone possibilità che il tuo amico si comporti in maniera tale da far credere a ciascuna donna che “frequenta” di essere quell’eccezione. Perciò sì, io direi che è uno stronzo che se la racconta, Dud, e non uno che ha trovato il trucco definitivo per vivere meglio.

P.s. Io sono a favore del lavoro sessuale, Dud, il che significa che non sono contrario al sesso come pura transazione. Sono però contrario alle stronzate, e quando il tuo amico afferma di “frequentare” quelle donne, sta dicendo stronzate a te e a se stesso. Di fatto gli sta dando lavoro, Dud, ma pagandole meno di quanto farebbe un cliente onesto con un’onesta lavoratrice del sesso.

P.p.s. L’Economist ha pubblicato un’inchiesta approfondita (e assai inquietante) sulla cultura, le intenzioni e gli atteggiamenti dei passport bros.

Sono felicemente sposata. Mio marito è una persona buona, creativa e attraente, e amo parlarci. Siamo migliori amici ed è un ottimo padre per i nostri due figli. Stiamo insieme da quindici anni e siamo sposati da tredici. Siamo entrambi apertamente bisessuali, ma io non ho mai avuto una relazione con una donna. Circa otto anni fa la mia libido è crollata, e ho dato per scontato che fosse per via dellasindrome da ovaio policistico e dell’invecchiamento. Non avevo cotte per nessuno, né desideri. L’unico momento in cui con mio marito abbiamo davvero conflitti è quando parliamo della mia scarsa affettuosità o mancanza di voglia. Prima facevamo sesso forse una volta al mese. Ho cominciato da poco a lavorare insieme a una donna. La prima volta che lei mi ha parlato, Dan, il mio corpo è esploso. Esploso. Come se la libido mi palpitasse nelle mutande più forte di come faceva a vent’anni. Ho approfondito la conoscenza di questa donna, sperando che la cosa svanisse e ci ritrovassimo a essere soltanto amiche. Ma non è svanita, è diventata più forte. Più passiamo tempo insieme, più sono felice e arrapata. Il ritorno della libido è anche sfociato in tantissimo sesso tra me e mio marito. Mi ha anche fatto capire che forse sono più gay che etero, e mi chiedo se devo lasciare il mio matrimonio meraviglioso e la mia famiglia stabile per il rischio totale di una nuova vita. Mi piacerebbe tanto stare con la donna conosciuta al lavoro, ma lei mi è servita più che altro a capire che dovrei stare con le donne. Forse però sto solo esagerando. Cosa devo fare?

– A Whole New World

A costo di gettare la maschera e svelare di essere un infiltrato dei conservatori, non credo che scappare insieme al circo delle lesbiche sia giusto verso i vostri figli. Il tuo sembra un matrimonio felice, tuo marito sembra un tesoro e a quanto ho capito state ricominciando a scopare. Non voglio privilegiare le relazioni eterosessuali a scapito di quelle lesbiche – né tantomeno strumentalizzare il desiderio saffico per asservirlo al matrimonio eterosessuale – ma credo che i miglioramenti in corso nella vita sessuale con tuo marito e, cosa ancora più importante, i figli che avete fatto insieme siano due ottime ragioni per non mettere fine al vostro bellissimo matrimonio.

Hai definito te e tuo marito come apertamente bisessuali, Awnw, ma non hai detto che siete in coppia aperta. Se non lo siete, e ti senti in vena di correre dei rischi, magari un discorso insieme a tuo marito sul fatto di aprire la coppia – anziché distruggerla – soddisferà il tuo bisogno di rischi.

Lui sa che sei bisessuale? Sa pure che ti sei presa una cotta per una donna conosciuta al lavoro? Sa di dover ringraziare questa donna per tutte le volte che gliela stai dando? Se non lo sa, magari sarebbe il caso di dirglielo. Se è meraviglioso come tu dici, e se ha sempre sostenuto la tua bisessualità, ed è sempre stato interessato a mettere in pratica la sua, potresti avere tutto quanto: un marito meraviglioso, una vita familiare stabile e una fidanzata.

Dopo vent’anni insieme, con mio marito abbiamo cominciato a praticare lo scambismo. Di recente abbiamo trovato un’altra coppia con cui siamo compatibili. Anche loro hanno fatto da poco questa scelta di vita, ma hanno più esperienza di noi. Finora ci siamo andati a letto due volte ed è andato tutto alla grande. Però ho notato entrambe le volte che né mio marito né il marito dell’altra hanno finito (cioè non hanno eiaculato), anche se siamo andati avanti per ore. L’ultima io ho avuto tre orgasmi! E la moglie dell’altro squirta, è stato uno spasso guardarla. Ho sollevato l’argomento in un messaggio mentre ci accordavamo per fissare un altro incontro. Sostanzialmente ho chiesto se a mia insaputa gli uomini avessero stretto il tacito accordo di non venire. Per quanto riguarda mio marito, so che ha fatto più fatica per via del preservativo, ma a casa io lo faccio venire sempre. Perciò ora la mia missione è quella di far venire l’altro uomo. Trovo gratificante vedere un uomo che viene. Lui è molto generoso con il sesso orale, quindi sento di dover contraccambiare, ma lui ha detto che procurarmi orgasmi gli piace più che averne. E, cosa ancora peggiore, l’altra donna ha detto che durante i giochi con altri non ha orgasmi veri e propri, anche se squirta! Devo semplicemente lasciar perdere? O devo incaricarmi personalmente di far venire tutti gli altri?

– Completing Orgasmic Mission Eventually!

Siete nuovi nel mondo dello scambismo (la gente lo chiama ancora così?) – congratulazioni per la vostra scelta di vita (la gente lo chiama ancora così?) – e mi pare che tu stia applicando al sesso di gruppo un presupposto che è assolutamente ragionevole nel sesso di coppia. Cioè che tutti vogliano o debbano raggiungere l’orgasmo ogni singola volta, e che una brava partner debba sempre assicurarsi che anche l’altro goda.

Innanzitutto, molti uomini – che siano scambisti alle prime armi o più navigati – non vogliono o devono per forza venire durante gli incontri di gruppo. Alcuni non ci riescono perché il preservativo glielo rende difficile, certi alle prime armi non ci riescono per problemi legati all’ansia da prestazione (destinati a risolversi con il tempo), e alcuni faticano a venire quando c’è qualcuno che li guarda. Altri si trattengono nel timore di venire troppo presto e così facendo perdono il momento buono e non riescono a venire neanche dopo.

Ricorda: parecchie donne possono avere più di un orgasmo durante un rapporto – tu l’altra volta ne hai avuti tre – mentre pochissimi uomini riescono ad avere più di un orgasmo nel corso di un singolo incontro. Dato che tuo marito e l’altro uomo probabilmente si ammosciano dopo essere venuti, è logico che decidano di prendersela con calma, anche a rischio di non venire affatto.

Inoltre, è sempre cosa buona interessarsi al piacere del partner – non ci sarebbe una differenza di orgasmi se tutti gli uomini etero del mondo tenessero quanto te al piacere delle loro partner – ma la fissazione di “far venire” tutti i partecipanti all’incontro perché consideri i loro orgasmi come la prova che se la stanno godendo, o che sei brava a scopare, non è particolarmente utile in un contesto di sesso di gruppo.

Se vuoi le prove che questa coppia se l’è goduta un sacco e che sei brava a scopare, Come, il fatto che abbiano acconsentito a un secondo incontro e ne vogliano programmare un terzo dovrebbe bastarti. (Di regola gli scambisti non continuano a praticare lo scambio con gente con cui si sono trovati male per pura buona educazione).

In sintesi: lascia perdere. Oppure vedila così: missione compiuta. Hai comunicato a tutti quanti – a tuo marito, all’altra coppia – la tua piena disponibilità a farli godere, il che ti rende un’ottima compagna di giochi. Se qualcuno vuole il tuo aiuto per godere, te lo comunicherà. Altrimenti puoi rilassarti e goderti i tuoi orgasmi senza sensi di colpa.

P.s. Sentirsi sotto pressione – cioè sentire che il partner ci rimarrà male se non vieni – non ha mai aiutato nessuno a godere.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it