Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono un uomo cisgender gay, single, di 45 anni, dichiarato. Su Grindr ho conosciuto un uomo cisgender sposato di cinquant’anni. Abbiamo fatto sesso bollente e da allora andiamo molto d’accordo. Ecco il problema: all’inizio avevo l’impressione che lui e sua moglie praticassero una qualche forma di non monogamia etica, o avessero una sorta di accordo del tipo dadt (don’t ask, don’t tell). Ora, invece, so che tutte le scopate omo che si fa con me e altri sono dei tradimenti belli e buoni. Altre prove della sua infedeltà: si fa spedire al mio indirizzo la prep e la doxypep (meno male che almeno si protegge), ed è attentissimo a coprire le sue tracce in altri modi. Per darti un po’ più di contesto: sua moglie è l’unica con lo stipendio, mentre lui sta a casa. Le faccende domestiche sono un lavoro, ovviamente, e lui se ne occupa, ma non ha alcun reddito. Sono sposati da più di 25 anni e non hanno rapporti sessuali di alcun tipo da almeno 18. Lui fa battute sul fatto che forse è un malato di sesso, ed è anche un po’ compiaciuto di riuscire a scoparsi chi gli pare quando gli pare, impunemente. Secondo te la moglie andrebbe informata? Prima o poi lo scoprirà, ne sono certo. Inoltre hanno un figlio adolescente che è gay e ha appena fatto coming out, e lui pare non accorgersi di quanto sia grave essere un padre represso con un figlio gay dichiarato. Questo tizio è una causa persa? Devo tagliare i ponti? O c’è un modo per proseguire?

– Couldn’t He Enjoy And Tell

È chiaro che tu vuoi dire alla moglie di questo tizio che lui la tradisce – la tua lettera gronda sentimenti da amante ferito – ma secondo me non le diresti nulla che non sappia già. Magari non sa che il marito è bisessuale e che si scopa te e dio solo sa quanti altri uomini, Cheat, ma con ogni probabilità dà per scontato che non abbia trascorso in castità gli ultimi 18 anni.

Detto questo, Cheat, questa donna potrebbe soffrire nel vedersi sbattere in faccia le prove dei tradimenti e della bisessualità del marito. Per quanto ne sai, se non hanno rapporti sessuali il motivo è lui, e lei convive ogni giorno da quasi due decenni con il dolore del rifiuto sessuale.

Allora perché gli resta accanto? Be’, a volte una donna riesce a tirare avanti perché crede che la privazione sessuale sia reciproca – cioè che la sofferenza sia un fardello condiviso – e se venisse a sapere che il marito se ne va in giro a ingoiare sborra mentre lei legge libri e fissa appuntamenti per la terapia di coppia, ecco, in quel caso potrebbe passare dalla rassegnazione allo strazio prima ancora di aver letto la tua email fino in fondo.

Forse, però, tutto ciò che questo tizio ti ha raccontato del suo matrimonio è vero – cosa rara, quando una persona sposata vuole portarti a letto – e sua moglie è una di quelle che non vogliono scopare con il coniuge, ma neppure dargli il permesso di scoparsi altri. Se è così, l’unica colpa del tuo amante è quella di fare ciò che serve per restare sposato e sano di mente. E se hanno dei buoni motivi (tra i quali spesso c’è la dipendenza economica) per restare insieme, allora la tua email potrebbe fare più danno che altro.

Senti, sei liberissimo di trovare penoso che quest’uomo non si sia mai dichiarato né alla moglie né al figlio gay, Cheat, ma non credo che tu debba distruggergli la vita – una vita già alquanto compromessa – solo perché secondo te sarebbe meglio per tutte le parti interessate.

Ammetterò che lui sembra un po’ uno stronzo, e a naso direi che forse ti sei preso una cotta che non è stata corrisposta, e ora ti senti usato. Però non si fa mai bella figura a smascherare un traditore dopo essere stati suoi complici, e se con “modo per proseguire” intendi un futuro insieme a questo tizio, be’, allora forse dovresti dirgli cosa provi, Cheat, invece di sputtanarlo con la moglie.

Sono una donna cisgender bisessuale di quarant’anni e vivo nel Midwest. Ho una domanda su una delle mie migliori amiche, una donna trans. La conosco da più di 15 anni, quasi tutti precedenti alla sua transizione. È cresciuta da uomo bianco del ceto medio, e non ha dovuto affrontare nessuna delle cose con cui devono fare i conti le donne. Mi riferisco a molestie e aggressioni, specie alla luce del caso degli studenti alla Cornell university_. Ha avuto successo, ha un ottimo stipendio, una bella casa e una vita piuttosto ordinaria. Si è dichiarata trans alcuni anni fa, e io l’ho sostenuta molto durante la transizione. La cosa che mi crea difficoltà è il suo “femminismo” appena acquisito. Quando parliamo delle difficoltà che toccano le donne, lei parla come se avesse vissuto certe esperienze in prima persona. Da persona registrata femmina alla nascita e cresciuta negli anni novanta e duemila, che ha subìto molestie e violenze sessuali, questo mi turba profondamente. Voglio un bene dell’anima alla mia amica, ma mi fa proprio male quando dichiara di capire la difficile condizione delle donne negli Stati Uniti, pur identificandosi come donna da meno di tre anni. Come posso affrontare questo argomento senza che si trasformi in una discussione accesa? Sto esagerando? Devo semplicemente darle ragione e lasciar perdere? Ho bisogno di aiuto._

– This Really Annoys

Non sono una donna, Tra, però le donne le ascolto (quando mi ricordo di tenere la bocca chiusa) e cerco di non interromperle (cosa più facile da fare con la bocca chiusa). Mi piace dunque credere di avere (io, uomo cis) una certa comprensione, seppur incompleta, di quello che devono affrontare le donne.

Quindi è possibile che ne sia provvista anche la tua amica, se prima della transizione ascoltava.

Del resto il tuo fastidio nei confronti dell’amica appena sbucata dall’uovo è altrettanto comprensibile.

Sono gay dichiarato da – oggesù – più di quarant’anni, Tra, e niente mi infastidisce più del sentirmi spiegare l’omosessualità da chi è gay dichiarato da quaranta minuti. In certi casi, questi tizi freschi di coming out mancano semplicemente di tatto. Ma in altri casi, Tra, il neodichiarato non sta davvero parlando con me. Non sta dicendo cose che servono a me, ma che servono a lui.

Io comunque mi regolo nello stesso modo in entrambi i casi: li lascio parlare. Anche se ciò significa dover ascoltare un nato nel 2002 che mi spiega quanto se la vedessero brutta i gay negli anni ottanta, li lascio parlare. A un certo punto o si rendono conto di essere ridicoli (“Vabbe’, non c’è bisogno che te lo dica io!”), oppure sentono quello che gli serviva sentire e la conversazione passa ad altro. (Mi riservo però il diritto di imbestialirmi quando un gay cisgender fresco di coming out prova a dirmi che i maschi gay cis non hanno avuto alcun ruolo nella lotta per i diritti dei gay – cioè che ci limitavamo a folleggiare, scopare e morire mentre il lavoro sporco lo faceva gente non binaria asessuale – o che il movimento per i diritti dei gay è stato dirottato negli anni novanta da maschi gay che volevano organizzarsi gli addii al celibato. Quelle sono provocazioni).

Quindi ecco il mio consiglio: lascia pure sfogare la tua vecchia amica. Non discutere, cambia discorso se la conversazione langue e speriamo che alla fine si stanchi. In caso contrario – se lei proprio non riesce a smettere di spiegarti cosa significa essere donna – ritieniti autorizzata a passarci meno tempo insieme.

Sono un gay non più tanto sbarbatello e ho una di quelle coppie aperte solo da un lato: io mi scopo altri tipi, ma il mio fidanzato no. (L’idea è stata sua!). Quando rimorchio su Grindr, per semplificare le cose, dico che il fidanzato è il mio coinquilino. Al mio fidanzato piace sentirmi scopare da un altro uomo in camera nostra, e dopo che quello se ne va, il sesso con il fidanzato è così strepitoso che l’incontro di prima sembra quasi un preliminare. Ecco la mia domanda: un tizio assai fastidioso della mia ampia cerchia di amici gay mi ha accusato di violare il consenso dei miei partner occasionali usandoli come tori in scene di cuckolding a cui non hanno acconsentito a partecipare. Ho l’obbligo morale d’informare questi tizi, prima che vengano da me, che il mio coinquilino in realtà è il mio fidanzato, e che non gioca ai videogiochi in cuffia (cosa che finge di fare quando gli passo davanti con un tipo), ma ascolta (e quindi più facciamo rumore e meglio è?)? Oppure l’amico gay fastidioso è semplicemente invidioso e rompiscatole?

– Hot Future Husband

P.s. La beffa è tutta a spese del mio amico: il mio fidanzato non solo gode quando gli metto le corna con altri ragazzi, ma anche sapendo che alcuni dei nostri amici ne sono a conoscenza. Perciò, se voglio essere scrupoloso riguardo alla trasparenza e al consenso, devo dire al mio fastidioso amico gay che a volte, a letto, come rituale erotico, recito i nomi di tutti gli amici che sanno che il mio fidanzato è un patetico cornuto che tradisco ogni volta che mi pare?

P.p.s. Se deciderai di rispondere, il mio fidanzato si ecciterà vedendo questa lettera, Dan, quindi non usarla se non acconsenti!

Ogni volta che decidiamo di fare sesso – non importa con chi, non importa dove – corriamo il rischio di essere sentiti. Da chi vive negli appartamenti vicini, dagli altri campeggiatori, dagli altri ospiti dell’albergo, ecc. Ma i coinquilini, be’, quelli ti sentiranno scopare di sicuro.

Ora, in genere sentire un coinquilino che si fa scopare è uno degli svantaggi della coabitazione. È una seccatura che viene messa in conto, Hfh, non qualcosa con cui eccitarsi. Perciò il ragazzo che vede il tuo “coinquilino” giocare ai videogiochi con le cuffie – della cui presenza era stato avvertito in anticipo – darà naturalmente per scontato che il tuo “coinquilino” alzi il volume mentre ti stai facendo scopare nella stanza accanto.

Ma i tizi che inviti usando Grindr non possono escludere la possibilità che il tuo “coinquilino” sia un caso a sé, cioè non possono escludere la possibilità che al tuo “coinquilino” piaccia sentirti mentre ti fai scopare. Né che il tuo “coinquilino” smetta di giocare ai videogiochi e cominci a farsi una sega mentre tu ti fai scopare.

Perciò non vedo dove stia il problema: tu ti godi le scopate, il tuo partner di Grindr idem, e così il tuo “coinquilino”. Tutti felici e contenti. (Direi che rientra nella categoria delleperversioni segrete ammissibili).

Però c’è un modo semplicissimo per evitare di mentire ai tuoi partner di Grindr e di scandalizzare il tuo amico gay fastidioso: invece di dire a questi tizi che hai un coinquilino, Hfh, limitati a dire che non vivi da solo. Probabilmente a quel punto ti verrà posta una di queste due domande: “È bono?” (Da parte di tizi che magari vogliono fare una cosa a tre) oppure “Ma saremo solo io e te, vero?” (da tizi a cui non interessa la cosa a tre).

In realtà è improbabile che i ragazzi conosciuti su Grindr ti facciano il terzo grado sulla natura precisa del tuo rapporto con la persona con cui convivi, Hfh, e se qualcuno lo facesse – e tu rispondessi sinceramente – al mondo ci sarebbe un ragazzo in più a sapere che il tuo fidanzato è un cuck (per la gioia del fidanzato in questione). E ci sono anche ottime probabilità che il tizio di Grindr si offra di scoparti davanti al fidanzato, o quantomeno che faccia molto più rumore mentre ti scopa di quanto ne farebbe se pensasse di dover fare piano per non disturbare il tizio che gioca ai videogiochi nella stanza accanto.

P.s. Devi dire al tuo amico fastidioso che sta già facendo la sua parte, Hfh, se non altro per infastidirlo a tua volta. Immagino che non se la spassi granché: chi vuole controllare minuziosamente la vita sessuale altrui raramente si diverte.

P.p.s. Ecco pubblicata la tua domanda, Hfh, quindi hai il mio consenso. E non dubitare che il cuckolding sia stata un’idea del tuo fidanzato: le relazioni cuck sono quasi sempre un’idea del cornuto.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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