I cambiamenti climatici fanno aumentare i casi di dengue

11 ottobre 2015 11:56
Un uomo davanti alla sua casa a New Delhi, in India, durante una disinfestazione contro le zanzare, il 4 settembre 2015. Quest’anno nella città hanno contratto la dengue oltre 830 persone, il più alto numero degli ultimi cinque anni. (Chandan Khanna, Afp)

La diffusione della febbre dengue nel Sudest asiatico potrebbe essere legata al fenomeno climatico chiamato El Niño. Lo ipotizza uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

I virus della dengue sono trasmessi dalle zanzare aedes. Si stima che ogni anno si verifichino in tutto il mondo 390 milioni di infezioni, che in rari casi sono letali. La dengue ha la caratteristica di diffondersi molto e poi ridursi, con dinamiche ancora misteriose.

Il team di Willem van Panhuis, dell’Università di Pittsburgh, ha studiato l’andamento della dengue per 18 anni in otto paesi del Sudest asiatico: Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam, Malesia, Singapore, Filippine e Taiwan. I ricercatori hanno scoperto che la dengue tende a seguire alcuni schemi di diffusione geografica nella regione. Inoltre, si è avuta una forte diffusione tra il 1997 e il 1998, quando è arrivato El Niño, che nei paesi dell’Asia sudorientale porta una stagione molto secca e calda. Secondo i ricercatori, le temperature alte potrebbero determinare le ondate di infezioni e i successivi periodi di pausa.

In un commento che accompagna la ricerca, il coautore Lam Sai Kit, dell’Università di Malaya, in Malaysia, ha dichiarato: “Adesso che il El Niño è ricominciato, questi risultati ci aiuteranno a prepararci allo scenario peggiore”. Infatti, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 è previsto il ritorno di El Niño.

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