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Gli orsi bianchi hanno fame

Orsi bianchi sulla costa del mare di Beaufort in Alaska, nel 2007.

In futuro gli orsi bianchi potrebbero non riuscire ad affrontare i periodi di digiuno estivo, sempre più lunghi a causa dell’aumento globale delle temperature. Uno studio mostra che in estate gli animali consumano molte riserve energetiche senza riuscire a ricostituirle. Questo aspetto mette gli orsi a rischio di sopravvivenza nei prossimi decenni.

Gli orsi del polo Nord in estate hanno due possibilità: rifugiarsi su quello che resta della banchisa o spostarsi sulla terraferma, priva di ghiaccio e delle prede preferite, le foche. In passato si pensava che gli orsi bianchi rimasti sulla terraferma entrassero in una forma di letargo estivo, caratterizzato dall’abbassamento della temperatura corporea e del livello di attività, per riprendersi in autunno con l’espansione della banchisa e il ritorno delle foche.

I ricercatori, guidati da John Whiteman, hanno esaminato gli orsi bianchi della costa settentrionale dell’Alaska e della banchisa del mare di Beaufort. Hanno scoperto una diminuzione dei livelli vitali degli animali, con aspetti più simili a quelli di un animale a digiuno che a quelli di uno in letargo. Inoltre, sembra che le estati più lunghe costringano gli orsi bianchi a nuotare più a lungo in mare, costringendoli a perdere energie preziose. Tutto questo, secondo lo studio pubblicato su Science, rende gli orsi bianchi suscettibili al cambiamento climatico e all’allungamento delle estati.

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