Sommario

453 (6/12 settembre 2002)

11 settembre 2001. Un anno dopo

Con Internazionale è in vendita un libro che raccoglie i migliori articoli pubblicati dopo gli attentati

453 (6/12 settembre 2002)

Un anno dopo

Cosa non è cambiato

Molti dei problemi del pianeta, scrive Paul Kennedy, sono ancora insoluti. E rischiano di passare inosservati a causa della guerra al terrorismo

Opinioni

Il protezionismo dei paesi ricchi condanna alla miseria il terzo mondo

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Opinioni

Archi dorati e antichi sapori

Opinioni

Una telefonata

Opinioni

Il carcere sta diventando la soluzione ai problemi sociali negli Usa e in Europa

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Opinioni

L’uccisione di civili palestinesi rende poco credibili i piani per un cessate il fuoco

Opinioni

Mohammad Khatami potrebbe lanciare in Iran una seconda rivoluzione

11 settembre

Forse l’11 settembre ha cambiato soprattutto il nostro rapporto con l’informazione. Forse ha ragione Ian McEwan: “Fa parte dei tempi questo imperativo a sentire come vanno le cose del mondo, a unirsi alla totalità del pubblico, a una comunità fondata sull’ansia. Certe scene mostruose e spettacolari hanno conferito un valore di portata diversa all’informazione. La possibilità che si ripetano è come un filo che tiene legati i giorni. Il parere del governo – che un attacco a una città europea o americana sia inevitabile – non è solo un disconoscimento di responsabilità, ma anche una promessa esaltante. Tutti lo temono, ma a livello di inconscio collettivo esistono anche un anelito oscuro, un perverso desiderio di castigo e una curiosità blasfema. Come gli ospedali hanno i loro piani di emergenza, così le tv si tengono pronte a trasmettere, e il pubblico si mantiene in attesa. Più ingente, più grave la prossima volta. Fa’ che non debba succedere. Ma fa’ anche che io veda ogni cosa mentre si verifica, e da ogni angolazione possibile, e fa’ che sia tra i primi a saperlo”. Leggi

Afghanistan

La visione di Gul Agha

Robert Fisk visita la prigione di Kandahar e ascolta le bugie del governatore della città

Dibattito

Maledetti europei

Gli statunitensi accusano i cittadini del vecchio continente di essere deboli, incontentabili e lamentosi. Un’inchiesta del Financial Times

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Afghanistan

I danni collaterali

Dopo gli inutili raid statunitensi, in Afghanistan restano solo macerie e desolazione

Giornalismo

Il cuore del giornale

Howell Raines è diventato direttore del New York Times pochi giorni prima dell’attacco al World Trade Center. E sta cambiando la faccia del più grande quotidiano del mondo. Un’inchiesta di Ken Auletta del New Yorker

Un anno dopo

Lezioni dal mondo

L’ostilità verso gli Stati Uniti, secondo Noam Chomsky, cresce perché Washington finanzia ancora regimi dittatoriali invece di sostenere libertà e democrazia

Un anno dopo

Il domino asiatico

Secondo Ahmed Rashid l’anniversario dell’11 settembre dev’essere un’occasione per affrontare la crisi dell’Asia centrale

mondo arabo

Alle radici del terrorismo

Lo studioso Gilles Kepel ripercorre la storia dei movimenti fondamentalisti e ne analizza le strategie

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Società

La kitschificazione del dolore

L’America ha nascosto la cruda realtà della tragedia e del conflitto scatenato dall’11 settembre sotto uno strato melenso di santi pompieri e angeli lacrimosi. E offuscata dal patriottismo ha rinunciato a ragionare

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