Sommario

491 (6/12 giugno 2003)

Salam Pax sono io

La vera storia del blogger di Baghdad che su internet ha raccontato la guerra

491 (6/12 giugno 2003)

Iraq

Hotel Pax

Chi è l’autore del diario online da Baghdad

Asia e Pacifico

Conflitto senza fine

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Opinioni

Parole dolci

Terrorismo

Come nasce un kamikaze

Gli attentatori suicidi non sono dei pazzi: parola di psicologo

Democrazia imperiale

L’impero è in marcia. “Democrazia” è il suo nuovo, astuto grido di battaglia. La ricetta è semplice: far bollire, aggiungere petrolio, poi bombardare. L’appello di Arundhati Roy alla società civile americana. Leggi

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Società

Per favore state zitti

Gli introversi sono numerosi ma incompresi

Scienza e tecnologia

La mente dei buddisti

Europa

Cecenia, le ragioni per trattare

Americhe

Il Perù in stato d’emergenza

Viaggi

Capitale notturna

Una prova di resistenza nell’imprevedibile vortice di Madrid. Dall’aperitivo al Museo del Prado

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Opinioni

L’amministrazione Bush vuole dividere l’Europa. Ma sbaglia strategia

Bugie

“Pisapia vuole la città islamica, una zingaropoli assediata da stranieri”. “Sappiamo dove sono le armi di distruzione di massa: a Tikrit e a Baghdad”. Cos’hanno in comune Silvio Berlusconi e l’ex segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld? Dicono bugie. Ma sono in buona compagnia con tanti altri leader e capi di stato di tutte le epoche. John Mearsheimer insegna scienze politiche all’università di Chicago e ha appena pubblicato Why leaders lie, un saggio in cui analizza i diversi tipi di menzogne degli uomini politici. Intanto si scopre che i più bugiardi sono i leader dei paesi democratici: i dittatori hanno meno bisogno di mentire, perché non devono conquistare il consenso dei cittadini. Poi Mearsheimer spiega che le bugie internazionali sono piuttosto rare (tra gli esempi: Khruscev che esagera le dimensioni dell’arsenale sovietico e la Grecia che nasconde la portata del suo deficit). Mentre molto frequente è quello che nel libro viene definito “commercio della paura”: ingannare le persone esagerando una presunta minaccia. I cittadini sono pronti a perdonare il politico che ha detto una bugia, ma solo se l’ha fatto a fin di bene (Kennedy che nasconde l’intesa con i sovietici sui missili a Cuba o i giapponesi che nascondono l’accordo militare con gli americani dopo la guerra). Però se un politico dice una bugia per cominciare una guerra, è meglio che sia sicuro di vincerla. 

Internazionale, numero 899, 27 maggio 2011 Leggi

Opinioni

Iraq privatizzato

Opinioni

Le Nazioni Unite tornano in gioco in Africa. È un fatto importante

Economia e lavoro

Helsinki scopre la segregazione sociale

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Opinioni

A Evian si è visto che questi vertici devono cambiare. Il mondo è grande e complesso

Libia

Italiani brava gente

La colonizzazione italiana ha anticipato i metodi nazisti

Africa e Medio Oriente

La furia di un poeta brigante

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