Ttip

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Cos’è il Ttip e cosa dicono i documenti riservati ottenuti da Greenpeace

La firma del trattato di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti mette a rischio gli standard europei sull’ambiente e la salute. Lo rivelano alcuni documenti diffusi da Greenpeace. Ecco cosa prevede l’accordo e quali sono i punti controversi contestati dai cittadini di molti paesi europei. Leggi

A Berlino centomila persone protestano contro il trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti
A Berlino centomila persone protestano contro il trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. I manifestanti denunciano i rischi per gli standard di sicurezza europei del progetto di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip) in discussione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti.
Le decisioni del parlamento europeo sul trattato di libero scambio con gli Stati Uniti

Il parlamento europeo mercoledì ha votato a favore di una risoluzione non vincolante sul trattato commerciale tra Stati Uniti e Unione europea, il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip). Il voto spiana la strada ai negoziati tra Bruxelles e Washington per creare un’area di libero scambio, ma stabilisce delle raccomandazioni per tutelare gli standard europei in alcuni settori. Leggi

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Obama alla camera prima del voto sulla corsia preferenziale per i trattati

Il piano del presidente statunitense Barack Obama per aumentare il suo potere negoziale sui trattati commerciali internazionali si trova a un bivio cruciale: la camera dei rappresentanti è chiamata a esprimersi sulla Trade promotion authority (o Tpa) già approvata dal senato, per consentire al presidente di velocizzare l’approvazione dei trattati. In virtù di una corsia preferenziale, il cosiddetto fast track, il presidente potrà sottoporre direttamente al congresso accordi dettagliati, ma non emendabili, perché siano approvati o respinti in tempi brevissimi.

In questo modo, Obama spera di fare avanzare molto velocemente alcuni accordi commerciali fondamentali per il suo programma politico, tra i trattati più ambiziosi dai tempi dell’Accordo nordamericano per il libero scambio (o Nafta) degli anni novanta. Il provvedimento riguarda, tra l’altro, l’accordo di libero scambio stretto da Obama con dodici nazioni del Pacifico (il cosiddetto Trans-pacific partnership, Tpp) e quello con l’Unione europea (Transatlantic trade and investment partnership o Ttip). Per fare pressione sui deputati democratici, il presidente è andato a Capitol Hill per convincere i membri del suo partito a non ostacolare il provvedimento, ampiamente sostenuto dai repubblicani. La riunione a porte chiuse, a cui partecipava anche la capogruppo Nancy Pelosi è durata 35 minuti.

Cominciano i negoziati sull’accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea

Comincia oggi a New York il nono round dei negoziati su un accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea. Conosciuto come partenariato transatlantico su commercio e investimenti o Ttip, il trattato prevede la soppressione delle barriere doganali e normative tra le due parti, per integrare i due mercati, rimuovendo le barriere legate alle differenze di regolamenti e procedure di omologazione applicati ai prodotti.

Sabato 18 aprile migliaia di persone hanno manifestato in diverse città europee contro l’accordo. Secondo i suoi oppositori il Ttip porterà a una mancanza di regole generalizzata e un sempre minor controllo da parte dei governi, che potranno essere citati in giudizio dalle multinazionali in tribunali che “scavalcano le leggi nazionali”.

Al via le manifestazioni contro l’accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti

Sono centinaia le manifestazioni in corso in tutto il mondo, soprattutto in Europa, contro il trattato di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti, il Ttip.

L’accordo, la cui nuova tornata di negoziati comincerà il 20 aprile a New York, prevede la soppressione delle barriere doganali e normative tra le due parti e secondo i suoi oppositori causerà una mancanza di regole generalizzata e un sempre minor controllo da parte dei governi.

L’appello a scendere in piazza è particolarmente sentito in Germania, ma molti appuntamenti sono previsti in altri paesi europei, negli Stati Uniti, in America Latina, Africa eAsia.

Secondo la commissaria europea al commercio, Cecilia Malmström, il Ttip non minaccia né la democrazia né l’ambiente né i consumatori: “Il trattato non cambierà le nostre leggi sugli ogm o la carne di manzo agli ormoni”. Afp

Una giornata di proteste contro il trattato commerciale tra Europa e Stati Uniti

Per il 18 aprile è stata indetta una nuova giornata di azione globale contro il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip), il trattato di libero scambio che Stati Uniti e Unione europea stanno negoziando: dovrebbe essere firmato entro il 2016 e poi essere approvato dal parlamento europeo e dal congresso statunitense. Dopo la sua ratifica sarà nata la più grande area di libero scambio al mondo.

L’obiettivo del Ttip è quello di integrare i due mercati, riducendo i dazi doganali e rimuovendo le barriere legate alle differenze di regolamenti, norme e procedure di omologazione applicati ai prodotti. Secondo le autorità europee e statunitensi, il trattato renderebbe possibile la libera circolazione delle merci, faciliterebbe il flusso degli investimenti e l’accesso ai rispettivi mercati dei servizi e degli appalti pubblici. Le aziende, da parte loro, sperano di conquistare nuove fette di mercato nei rispettivi paesi.

Secondo attivisti, associazioni e movimenti, invece, il Ttip è frutto delle pressioni delle multinazionali e finirà per tutelare solo gli interessi delle imprese, ignorando quelli dei lavoratori e dei consumatori.

Il trattato che minaccia la democrazia

Il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra l’Unione europea e gli Stati Uniti è pericoloso. Perché permetterebbe alle grandi aziende di citare i governi in tribunale. Al punto che perfino l’Economist lo ha definito “un modo per consentire alle multinazionali di arricchirsi a spese della gente”. Ma la mobilitazione popolare potrebbe riuscire a fermarlo. Leggi

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