La normativa sul libero scambio è legge negli Stati Uniti dopo la firma di Barack Obama

Il provvedimento concede al presidente di velocizzare l’approvazione dei trattati. Il congresso potrà votare a favore o contro, ma non avrà il potere di modificarne il testo

Obama alla camera prima del voto sulla corsia preferenziale per i trattati

12 giugno 2015 18:21
Il presidente statunitense Barack Obama con la capogruppo democratica alla camera Nancy Pelosi a Capitol Hill, il 12 giugno.

Il piano del presidente statunitense Barack Obama per aumentare il suo potere negoziale sui trattati commerciali internazionali si trova a un bivio cruciale: la camera dei rappresentanti è chiamata a esprimersi sulla Trade promotion authority (o Tpa) già approvata dal senato, per consentire al presidente di velocizzare l’approvazione dei trattati. In virtù di una corsia preferenziale, il cosiddetto fast track, il presidente potrà sottoporre direttamente al congresso accordi dettagliati, ma non emendabili, perché siano approvati o respinti in tempi brevissimi.

In questo modo, Obama spera di fare avanzare molto velocemente alcuni accordi commerciali fondamentali per il suo programma politico, tra i trattati più ambiziosi dai tempi dell’Accordo nordamericano per il libero scambio (o Nafta) degli anni novanta. Il provvedimento riguarda, tra l’altro, l’accordo di libero scambio stretto da Obama con dodici nazioni del Pacifico (il cosiddetto Trans-pacific partnership, Tpp) e quello con l’Unione europea (Transatlantic trade and investment partnership o Ttip). Per fare pressione sui deputati democratici, il presidente è andato a Capitol Hill per convincere i membri del suo partito a non ostacolare il provvedimento, ampiamente sostenuto dai repubblicani. La riunione a porte chiuse, a cui partecipava anche la capogruppo Nancy Pelosi è durata 35 minuti.

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