Un nuovo episodio del fenomeno climatico del Niño, associato a un riscaldamento del pianeta, potrebbe verificarsi nei prossimi mesi, ha affermato il 3 marzo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm).

Secondo l’ultimo bollettino trimestrale dell’Omm, l’episodio a bassa intensità della Niña in corso potrebbe lasciare il posto a condizioni neutre e poi, tra qualche mese, a un ritorno del Niño.

L’Omm, un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, prevede condizioni neutre fino a luglio.

La probabilità che a luglio ci siano condizioni neutre è del 60 per cento, “mentre quella di avere un episodio del Niño aumenta costantemente a partire da maggio, fino a raggiungere il 40 per cento a luglio”, ha affermato l’Omm.

Previsioni più a lungo termine sono difficili da formulare, ha aggiunto.

A gennaio la National oceanic and atmospheric administration (Noaa), un’agenzia federale statunitense, aveva stimato una probabilità del 50-60 per cento che un episodio del Niño potesse svilupparsi tra luglio e settembre.

“L’ultimo episodio del Niño, tra il 2023 e il 2024, era stato uno dei più intensi mai registrati e aveva contribuito alle temperature record del periodo”, ha dichiarato la segretaria generale dell’Omm Celeste Saulo.

Il fenomeno del Niño provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’oceano Pacifico centromeridionale e orientale, associato a variazioni della circolazione atmosferica tropicale, e in particolare dei venti, della pressione e delle precipitazioni.

Generalmente ha effetti opposti a quelli della Niña sulle configurazioni meteorologiche e sui regimi delle precipitazioni.

Secondo l’Omm, tra marzo e maggio dovrebbe verificarsi “un aumento globale delle temperature sulla superficie terrestre”.

Nel suo bollettino l’Omm ha sottolineato che “i fenomeni climatici di origine naturale, come El Niño, s’inseriscono in un contesto più ampio di riscaldamento globale causato dalle attività umane, responsabile dell’aumento dell’intensità e della frequenza degli eventi meteorologici estremi”.