• 01 Lug 2016 15.26

Innamorarsi con Google translate

01 luglio 2016 15:26

Mac sta lavorando a Port-au-Prince per gestire l’emergenza dopo il terremoto ad Haiti. Una sera si tuffa per rilassarsi in una vecchia piscina, e si ritrova a nuotare vicino a un soldato francese, che le dice di chiamarsi Nico. Lui non sa l’inglese, lei non sa il francese. Cominciano a parlarsi gesticolando, ma la missione di Nico non gli consente di andare in libera uscita, e la loro conversazione a gesti si trasforma nei giorni successivi in uno scambio di email tradotte da Google translate.

Da quel momento Mac e Nico cominciano a conoscersi districandosi tra i vicoli ciechi delle traduzioni sbagliate delle loro frasi. Dovranno aspettare mesi prima di potersi incontrare di nuovo, ma attraverso email e un traduttore simultaneo ancora molto lontano dall’essere affidabile riusciranno a costruire il loro futuro assieme.


Che cosa ascoltare. Love me è un nuovo podcast della radio pubblica canadese Cbc e nasce dalle ceneri di uno dei migliori programmi mai realizzati dalla rete, il pluripremiato Wiretap, che ha chiuso lo scorso anno. Noi in Italia chiamiamo podcast le puntate di un programma radiofonico che ci siamo persi: non è il caso di Love me, un progetto che Cbc ha pensato esclusivamente per il web, per raggiungere tutto il pubblico nordamericano (non solo canadese).

A introdurre ogni episodio c’è una voce narrante, che attraverso alcuni aneddoti personali introduce il tema della puntata (la voce è quella di Lu Olkowski, una delle più poetiche radio producer indipendenti degli Stati Uniti).

Le due autrici, Mira Burt-Wintonick e Cristal Duhaime, sono reduci della squadra di Wiretap, e cavalcano il confine sempre più sottile che separa la fiction dal documentario. Nei poco più di venti minuti di questo primo episodio troviamo un aneddoto iniziale della narratrice, che suona come un pensiero della buonanotte. Poi comincia la storia vera di come Mac e Nico si sono conosciuti attraverso Google translate, che si trasforma in un dialogo tra due robot incapaci di usare il linguaggio per esprimere i propri sentimenti.

Negli episodi successivi, fiction e storia si fondono sempre di più, annullandone il confine: in questo modo le storie “reali” riescono ad arrivare a risvolti inaspettati, e allo stesso tempo le “invenzioni” possono godere di quella credibilità che solo la formula del documentario riesce a garantire. Si esce da una puntata di Love me con la sensazione di essersi divertiti, di essere stati stupiti e allo stesso tempo di avere molti elementi per rivedere le proprie relazioni intricate.

Che cosa fare mentre si ascolta. Rovistate nel vostro telefono e trovate un messaggio di quelli che vi sono piaciuti di più o che ritenete più importanti. Scrivetelo su Google translate e provate a vedere come è tradotto in un’altra lingua che conoscete: forse non ci avrebbe fatto lo stesso effetto con qualche errore di traduzione di mezzo.

La cosa più importante da fare è dare un segnale che si sta ascoltando questo podcast, in modo che qualcuno si convinca a produrne in futuro nuove puntate. La produzione di contenuti originali per il web è vista con un misto di fascino e terrore dalle radio pubbliche di tutto il mondo. Queste radio sono molto attratte dalla possibilità di avere una rilevazione degli ascolti completa e stratificata in tempo reale e dalla possibilità di intercettare più facilmente una fetta di pubblico che ascolta contenuti audio dallo smartphone (e lo farà sempre di più).

Il terrore invece è dettato dall’assurdo presentimento che i podcast possano spazzare via la radio tradizionale (non succederà, così come la televisione non ha spazzato via la radio e internet non ha distrutto la tv) e dalla consapevolezza che la produzione di questo tipo di contenuti necessita di una nuova generazione di autori in grado di pensare a un progetto creativo in grado di offrire un’esperienza di ascolto che alla radio non sarebbe possibile.

La Cbc ha deciso di affrontare queste paure. Se vi è piaciuto Love me, quindi, si può contribuire a dare il proprio segnale seguendo quelle che potremmo chiamare “Le buone pratiche” dell’appassionato di podcast: si può ascoltare la puntata dal sito, poi andare su iTunes, iscriversi al canale, dare una votazione e scrivere anche una breve recensione. Ci si mette un paio di minuti e si dà un aiuto importante agli autori del podcast.

Momento migliore.You just said your apartment is full of prostitutes”.

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